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Pensioni ultime notizie calcolo part-time e come funzionerebbe quota 100, mini pensioni, staffetta con tutte le variabili

Firmato decreto per part time: ma chi può usufruirne, regole di calcolo per uscita prima e valore assegno finale. Come fuziona




Le ultime notizie riguardano esclusivamente il part time per sostenere l'uscita prima dei lavoratori cui mancano ormai pochi anni al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici. Questo meccanismo, che vale solo per i dipendenti del settore privato che maturano il requisito pensionistico entro la fine del 2018, permette di scegliere il passaggio al part time, riducendo l'orario di lavoro del 40, 60%, e conseguente riduzione dello stipendio mensile, ma con i contributi previdenziali che continuerebbero ad essere regolarmente versati. In base a quanto formulato, lo Stato dovrà anche riconoscere al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata per tutto il periodo del part time.

Per richiedere il part time, bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi e avere 63 anni e sette mesi, tre anni prima rispetto all’attuale soglia di uscita, entro il 31 dicembre 2018. Per passare al part-time, il lavoratore deve inviare la richiesta all'Istituto di Previdenza direttamente in online o tramite patronati, o può rivolgersi agli sportelli dell'Istituto, presentando la domanda accompagnata dalla certificazione che attesta il possesso del requisito contributivo e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Il part time sarà finanziato con 60 milioni nel 2016, 120 nel 2017 e 60 milioni nel 2018 e al momento, con la firma del decreto da parte del ministro del Lavoro, è l’unica soluzione ufficiale per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, rispetto a quota 100, quota 41 o mini pensione. Secondo la Uil, il part time non sarebbe particolarmente conveniente per le donne a causa dell’aumento dell’età pensionabile scattato in questi anni. Se, infatti, chi il lavoratore che ha compiuto 63 anni e 7 mesi di età a fine 2015 e ha almeno 20 anni di contributi versati può chiedere il part-time, la situazione per le donne lavoratrici del settore privato è diversa: coloro che sono nate nel 1951 sono già andate in pensione nel 2012, le nate nel 1952 andranno in pensione quest’anno, e le nate nel 1953 non possono chiedere il part time così come formulato attualmente perché raggiungerebbero i requisiti richiesti solo dopo il 31 dicembre 2018.

Per fare qualche esempio degli effetti del part time su stipendi e pensioni dei lavoratori, prendendo il caso di chi guadagna 25mila euro lordi all’anno, se chiede il passaggio al part-time con pensione al 60%, percepirà circa 1170 euro al mese; nel caso di un dirigente, con uno stipendio da 100mila euro lordi annui, l’assegno netto mensile sarebbe di 3.500 euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il