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Bonus 100 euro aumento da 80 euro Renzi: calcolo, come funziona,chi spetta, da quando in busta paga e stipendio subito 2016 o 2017

Tra le novità più importanti c'è l'ipotesi di aumentare il bonus lavoratori da 80 a 100 euro e di coinvolgere anche i pensionati con la minima.




Dalle ipotesi di aumentare il bonus da 80 a 100 euro fino ad arrivare ai fatti concreti, i tempi potrebbero essere lunghi. Potrebbero, appunto, perché con le elezioni alle porte (la posta in palio è la conquista di Milano e Roma), Palazzo Chigi potrebbe accelerare i tempi predisponendo un decreto per consentire di far passare lo scatto già belle buste paga di giugno e luglio. L'esecutivo dovrà fare i calcoli per verificare l'impegno di spesa e individuare i tempi più idonei per rendere sostenibile la misura. Più facile che possa passare con la manovra di fine anno, tale da rendere effettivo il nuovo bonus tra i mesi di gennaio e marzo del 2017.

Sarà naturalmente decisiva l'individuazione dell'esatta platea dei beneficiari perché, stando alle ultime notizie, potrebbero essere coinvolti anche i pensionati con gli assegni al minimo. Resterebbero quindi esclusi gli incapienti ovvero coloro che guadagnano meno di 8.000 euro all'anno, e le partite Iva, sia a regime ordinario e sia agevolato. In parallelo restano fuori le prestazioni a sostegno del reddito soggette a tassazione separata come Tfr Fondo di garanzia, Tfr esattoriali, indennità di maternità per lavoratrici autonome e indennità di maternità e indennità di malattia per gli assicurati iscritti alla gestione separata, in qualità di liberi professionisti e titolari di partite Iva.

Il bonus spetta a lavoratori dipendenti e assimilati, cioè i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità, con reddito annuo lordo fra 8.000 e 26.000 euro lordi l'anno, ma non nella stessa misura. Tra i 24 e i 26.000 euro, infatti, decresce fino all'azzeramento. Si tiene conto anche delle somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale, dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, delle remunerazioni dei sacerdoti, dei compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

I contribuenti che non hanno diritto al bonus devono riferirlo al datore di lavoro che recupererà la somma nelle buste paga successive entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto. I sostituti di imposta devono determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione. In particolare devono effettuare le verifiche in base al reddito previsionale e alle detrazioni riferiti alle somme e valori che saranno corrisposti durante l'anno, nonché in base ai dati di cui i sostituti d'imposta entrano in possesso, ad esempio, per effetto di comunicazioni da parte del lavoratore, relative ai redditi rivenienti da altri rapporti di lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il