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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 la strada in salita in Europa per la clausola immigrazione

Per introdurre novità pensioni sono indispensabili le concessioni di Bruxelles, a partire dall'extra deficit e dal bonus migranti.




Senza un'economia che non torna a crescere ai livelli pre-crisi, sarà difficile riuscire a introdurre vere novità pensioni nel sistema della previdenza italiana. Ecco perché Palazzo Chigi prova a fare sponda con l'Unione europea per trovare quelle risorse indispensabile da investire in Italia per fare le riforme. Il primo ad aprire a questa possibilità, specificatamente sul piano delle novità pensioni, è stato il ministro dell'Economia con la proposizione dell'assegno universale finanziato da Bruxelles. Una misura che permettere anche all'Italia di disporre di uno strumento di sostegno al reddito che trova applicazione quasi ovunque.

Il realtà, la vera partita con l'Unione europea si gioca su altri due tavoli. Il primo è quello della clausola migranti. In buona sostanza Bruxelles è pronta a concedere circa 3 miliardi di euro per l'impegno straordinario dell'Italia nel gestire il fenomeno. Parte di questa cifra potrebbe naturalmente essere dirottata sulle novità pensioni. A tal proposito, proprio ieri il migration compact dell'esecutivo italiano ha incassato il plauso del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, espresso in una lettera a sostegno all'iniziativa. E il presidente del Consiglio ha commentato: "Ho molto apprezzato. Lo ringrazio per la sensibilità. La questione richiede una consapevolezza dell'Europa".

Anche sul piano degli strumenti finanziari, pur non citando gli eurobond, Juncker non chiude le porte alla proposta italiana, riconoscendo che occorre "guardare a mezzi innovativi per finanziare l'azione esterna per le migrazioni". In seconda battuta c'è in gioco l'extra deficit ovvero la possibilità da concedere all'Italia di sforare temporaneamente i vincoli del Patto di stabilità. Anche in questo caso, Palazzo Chigi potrebbe disporre di nuova liquidità da spendere, al pari del bonus migranti, sulle novità pensioni. Scetticismo è stato invece manifestato dalla Germania.

In questo contesto, con la pubblicazione dei dati Eurostat sul debito e deficit 2015 diventa sempre più definito il quadro che servirà alla Commissione europea per dare la valutazione definitiva alla manovra e la risposta sulle richieste di flessibilità avanzate dall'Italia. I dati sono in linea con le previsioni economiche di Bruxelles e del governo, ma non è necessariamente una buona notizia: la stessa Commissione ha più volte detto, anche in una lettera formale al governo, che con quella soglia di debito l'Italia ha violato nel 2015 la regola che ne fissa la riduzione. Un rischio che corre anche nel 2016, e che potrebbe spingere la Commissione ad aprire una procedura per debito eccessivo a maggio, pur concedendo tutta la flessibilità richiesta.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il