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Pensioni ultime notizie su quota 100, agevolazioni, quota 100, quota 41 continua conflitto con la minoranza e relativi effetti

Le prospettive sulle novità pensioni sono meno incoraggianti alla luce degli scontri interni al Partito democratico.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:12): Sicuramente Rossi come segretario sarebbe molto attento alle novità per le pensioni avendo più volte ribadito e non solo nelle ultime notizie e ultimissime la centralità del tema e l'importanza di cercare un confronto per capire quali soluzioni siano le migliori. E appoggia molte delle novità indicate dal Presidente dell'Istituto di Presidenza. Non solo, ha anche fatto all'interno della sua regione, delle cose concrete come norme per gli indigenti e la velocizzazione dei rimborsi delle perequazioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:07): Non firmare il referendum costituzionale è stato l'ultimo sgarbo, spiegato anche da Cuperlo con una quesione di eleganza istituzionale, ma è chiaro che tutte le ultime notizie e ultimissime, passando da Emiliano, Rossi e arrivando a Cuperlo, dimostrano una opposizione interna sempre più contraria alle mosse della maggioranza interna e che non perde occasione di cercare di criticare come nel caso delle novità per le pensioni o delle imposte. Il problema è che alla fine oltre al semplice parlare non si va oltre e non c'è la concretezza necessaria. E quando si deve votare o decidere (basta ricordare la precedente manovra) la minoranza scompare. Ora giurano i beni informati che non sarà più così c'è una strategia che anche per le novità per le pensioni potrebbe essere importante perchè punta al cambiamento di numerose politiche e almeno del Segretario. Ma sarà davvero così?

Le turbolenze nella maggioranza di governo ovvero nel Partito democratico non possono che nuocere alle novità pensioni. Sebbene non ci sia mai stato un confronto sereno e accomodante sulle misure da introdurre con una minoranza che spinge per cambiamenti più incisivi e una maggioranza che non ha ancora assunto una linea chiara e condivisa, i rapporti sono ora più complessi. Dalle aule parlamentari alle firme per il referendum costituzionali non si ferma lo scontro all'interno al Pd sulle riforme. Questa volta è stato un referendum, ma non quello sulle trivelle, a innescare nuove frizioni. Questa volta è stato il turno della mancata firma della richiesta di referendum da parte della sinistra dem.

Una decisione che non è stata ben digerita del premier che, ricordiamo, è anche segretario del Partito democratico: "Ormai non è più una novità: nel Pd c'è ormai una parte che fa opposizione su tutto". Insomma, sulla battaglia referendaria d'autunno gli equilibri interni non sono affatto assestati con tanto di ripercussioni sull'intera macchina delle decisioni, compresa quella delle novità pensioni. Per il premier il referendum ha un grande valore e fa dipendere il suo destino politico: I cittadini capiranno che la riforma costituzionale è fatta nel loro interesse, capiranno che una parte dei politici non la vuole perché riducono le poltrone".

A dimostrazione di quanto il confronto sulle novità pensioni sia confuso ci sono le ultime notizie sulle misure che Palazzo Chigi intende adottare. Le soluzioni sulle quali sta ragionando restano quelle delle mini pensioni, dell'uscita un po' prima rispetto a quanto ora previsto ma con la revisione delle penalizzazioni, il ricambio generazionale e il maggiore ricorso al Trattamento di fine rapporto nei fondi integrativi, riducendo le tasse sui rendimenti. A queste si è aggiunta l'ipotesi di estendere il bonus di 80 o di 100 euro anche ai pensionati con le minime, oltre alla revisione di detrazioni e agevolazioni. Insomma, non c'è una linea chiara e definita.

Il tutto mentre il presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati ipotizza soluzioni differenti a seconda della situazione professionale del lavoratore, mentre il presidente della Commissione lavoro del Senato sottolinea la necessità di un pacchetto di possibilità di uscita che garantisca la sostenibilità dei conti nel lungo periodo. Sembrano invece esclusi dal tavolo del confronto le ipotesi di introdurre quota 100 o quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il