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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi deve agire chiuso tra disoccupazione e Pil negativo

Palazzo Chigi ha la necessità sociale di intervenire sulle pensioni, ma si trova a che fare con un'alta disoccupazione giovanile e un Pil statico.




Per intervenire con efficacia sulle novità pensioni, Palazzo Chigi deve intervenire in contemporanea anche sul fronte del lavoro, dove appare stritolato tra un tasso di disoccupazione giovanile a livelli imbarazzanti e un Pil che non cresce come desiderato. Ed ecco allora che la ricerca di risorse economiche per le novità pensioni prende strade alternative. Di conseguenza continuano a essere escluse le ipotesi di prevedere l'applicazione di quota 100 o delle mini pensioni nella formulazione originaria perché troppo esose per le attuali condizioni di cassa. Sull'assegno universale ci si affida a Bruxelles mentre la stella polare continua a rimanere la staffetta generazionale.

L'esecutivo studia allora un mix di interventi sulle novità pensioni, con tre o più soluzioni diverse a seconda della situazione nella quale si trova il lavoratore in uscita. Il primo intervento prevede l'obbligatorietà per il Trattamento di fine rapporto nei fondi pensione. I numeri rivelano che il Tfr vale il 6,91% della retribuzione annua del lavoratore dipendente e il versamento nel fondo complementare potrebbe rafforzare significativamente il secondo pilastro. Stando quanto immaginato, il versamento potrebbe essere obbligatorio solo per una quota del Tfr o solo per i nuovi assunti. Possibile anche il silenzio assenso, senza comunicazione della possibile scelta.

Tra le opzioni più accreditate anche la possibilità di un anticipo di una prestazione leggera, sugli 800 euro, in attesa del pensionamento, da restituire a rate sull'assegno previdenziale una volta raggiunti i requisiti. Magari con l'aiuto delle banche, o un contributo dell'azienda. Sarebbe una sorta di mobilità lunga per chi perde il lavoro prima della pensione. Terza ipotesi in esame con maggiore attenzione sul fronte delle novità pensioni è l'uscita un po' prima rispetto a quanto richiesto dall'attuale legge previdenziale, ma con la penalizzazione: è una possibilità che potrebbe essere utile per i lavoratori con un'aspettativa di pensione più alta perché il disincentivo economico nell'assegno previdenziale non dovrebbe essere inferiore al 3-4% per ogni anno di anticipo della pensione.

Ma naturalmente, nonostante questo taglio resta il nodo della copertura finanziaria dell'esborso in questi anni dato che le pensioni in più si pagano subito e il recupero avviene nel tempo. In ogni caso, quale nuvola all'orizzonte potrebbe diradarsi con il varo della versione finale del Documento di economia e finanza 2016, la cui prima bozza è stata illustrata una decina di giorni fa alle Camere riunite.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il