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Quali sono le posizioni di Nannicini, Poletti, Renzi, Padoan, Zanetti sulle novitÓ per le pensioni e cosa si riuscirÓ a fare realmente: manca ancora una soluzione condivisa



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:33): Vi sono delle differenze sostanziali anche all'interno degli stessi protagonisti che si stanno occupando sulle novità per le pensioni su quando, come e cosa fare e se eventualmente farlo. Non tutti sono così d'accordo seppur tutti condividono che il tema è delicato e importante. Ma tanto per capirci, dalle ultime notizie e ultimissime, si capisce come le novità per le pensioni non siano le più importanti per tutti. Basti pensare che Zanetti parla chiaramente di prima ridurre le imposte e aiutare i più indigenti. Stessa cosa per Poletti, anche in questo caso è prima dare occupazione a chi non c'è l'ha e poi offrire aiuto alle fasce più deboli, quelle che davvero non hanno aiuti al momento o quasi.


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:23): Prima di tutto è bene sottolineare come si sia ancora una volta gettata acqua sul fuoco per quanto riguarda novità per le pensioni che sembrano davvero arrivabili in breve tempo. E ci hanno pensato in tanti soprattutto facciamo riferimento alle parole del Ministro dell'Economia che sembravano dare il via ad una svolta. E' giusto sottolineare che nell'arco di 24-48 ore sono arrivate le precisazioni di Zanetti e non solo lui che spiegavano che nel discorso all'Aula non si faceva riferimento alle novità per le pensioni, ma solo dopo una domanda, il Ministro ha risposto sul tema dicendo nè più nè meno di quello indicato nel collegato, ovvero che si sta studiando e si è pronti a studiare e vedere cosa fare sulle pensioni. Quindi, nessuna svolta come è stato scritto ed è lo stesso Zanetti che richiama le tante ultime notizie e ultimissime apparse sui media, dicendo che si è volta fare una notizia quando non c'era realmente nulla di nuovo. Ma i chiarimenti che occore fare non sono certo finiti qui.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:47): Ci sono vedute divese tra i protagonisti di chi si sta occupando delle novità per le pensioni e occupa posizioni di rilievo all'interno die vari organi che devono decidere. Se ad una prima veloce occhiata delle ultime notizie e ultimissime sembra che siano tutti d'accordo sulle novità tra intraprendere e cosa fare, in realtà non è affatto così. Non solo si pensa in modo differente su come agire, ma anche se farlo, alcuni essendo anche più o meno ufficialmente contrari al momento.

Dalle ultime notizie su nuovo aumento della disoccupazione, futuro pensionistico decisamente impossibile da accettare dei giovani di oggi, e in vista delle prossime elezioni comunali, appare sempre più necessaria l’urgenza di approvare novità per le pensioni, innanzitutto per permettere all’esecutivo di riconquistare consensi e fiducia, quindi per sostenere le condizioni di vita e futuro di pensionandi e giovani lavoratori di oggi. Il problema è che bisogna innanzitutto mettersi a lavoro per la  definizione di una soluzione condivisa, considerando che Ministeri, esponenti dell’esecutivo e il premier stesso sembrano lavorare su diversi livelli di cambiamenti pensionistici.

Negli ultimissimi giorni le discussioni si sono concentrate sul piano di uscita prima con mini pensione, con o senza staffetta, e con eventuale coinvolgimento degli istituti bancari, sistema che secondo i ministri di Lavoro ed Economia, Poletti e Padoan, sarebbe il più fattibile da un punto di vista economico, ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini non è particolarmente convinto della convenienza.

Piuttosto, dopo non aver mai nascosto il suo appoggio all’uscita prima a 63 anni e sette mesi di età con 20 di contributi ed elevate pensioni proposto dal presidente dell’Istituto di Previdenza, ha proposto tre soluzioni di novità per le pensioni, da quota 41, ad estensione del sistema contributivo oggi valido per le donne anche agli uomini, con conseguente riduzione dell’assegno finale, al piano di uscita proposto dal presidente del comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Nannicini ha valutato l’impatto di questi sistemi in base alle sue stime su eventuali costi che si aggirerebbero tra i 3 e i 7 miliardi di euro per l’uscita prima per tutti.

Se le novità per le pensioni, con conseguente necessità di risorse economiche ancora non disponibili, sono al centro degli interessi di Nannicini, confusa sembra la posizione del ministro del Lavoro Poletti che dopo aver rilanciato qualche settimana fa la mini pensione per novità pensioni concrete e nel breve periodo, ora sembra essere tornato a concentrarsi sulle misure di lotta alla povertà. Al centro della sua attenzione, dunque, più che le novità per le pensioni, che comunque continua a ribadire di voler portare avanti, ci sarebbe la necessità di mettere a punto aiuti sociali.

Decisamente inaspettate le novità per le pensioni annunciate dal premier Renzi in questi ultimi giorni: dopo aver proposto, a sorpresa, nelle ultime settimane, misure decisamente interessanti, dalla cancellazione del bollo auto, al decreto per l’erogazione del bonus di 500 per i giovani, all’anticipo del taglio delle tasse al 2017, le ultime notizie riportano la novità di dare nuova spinta alle agevolazioni fiscali, tanto per i pensionati che percepiscono pensioni più basse, che per i lavoratori statali entro una determinata soglia di reddito. E’ l’ennesima proposta che, però, fa storcere il naso perché non c’è consapevolezza di cosa si voglia effettivamente portare avanti, come e in quali tempi. L’unica certezza è il susseguirsi di eventuali promesse fatte in vista delle prossime elezioni comunali viste dai più solo come mosse elettorali che rischiano poi di cadere nel dimenticatoio.

Contrario alle agevolazioni e ai bonus fiscali il viceministro dell’Economia Zanetti, la cui prima preoccupazione è mettere a punto soluzioni per chi rimane senza lavoro e senza pensione e tagliare le imposte per le imprese, riprendendo, del resto, ciò che aveva detto lo stesso premier, per poi pensare ad una revisione dei requisiti pensionistici, pensando innanzitutto alla possibilità di quota 41 per chi ha iniziato a lavorare prestissimo. In una posizione decisamente di mezzo il ministro dell’Economia Padoan, preoccupato innanzitutto della necessità di una manovra correttiva, ma che, nonostante i problemi di conti pubblici da far quadrare, si dice da tempo favorevole all’introduzione dell’assegno universale ma di tipo comunitario, per adeguare la misura a livello europeo, e la scorsa settimana ha, per la prima volta, detto in maniera esplicita che ci sono margini di intervento sulle pensioni, per rendere più flessibili i requisiti di uscita dal lavoro. E non gli dispiacerebbe il piano di uscita con mini pensione. Da quanto emerso, poi, al vaglio del Ministero dell’Economia ci sarebbe l’intenzione di mettere a punto soluzioni diverse a seconda delle diverse esigenze.
 



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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