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Def 2016: misure e le novità ufficiali pensioni quota 100, quota 41, tasse, rinnovo contratti statali, detrazioni decise oggi

Disco verde della commissione Bilancio di Montecitorio. La maggioranza a Palazzo Chigi è per ora concentrata su pensioni, fisco e Sud.




Aggiornamento: Un altro elemento che preoccupa e non poco all'interno del DEF di cui il confronto ufficiale inizierà oggi martedì è sicuramente il fatto che non ci sono pone il problema nè di come, ma soprattutto con quali coperture sbloccare il rinnovo dei contratti degli statali e l'aumento degli stipendi. Vedremo se nelle discussioni di questi giorni si aprirà uno spiraglio.

Sono tre i principali fronti aperti nella definizione del Documento di economia e finanza 2016: pensioni, fisco e Sud. Sullo sfondo rimane invece la questione del rinnovo del contratto degli statali. Secondo il viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, è un bene l'ipotesi del taglio Irpef nel 2017 ma poi occorre pensare a imprese. L'Istat certifica nel 2015 un rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo pari al 2,6%. A ongi modo in settimana è arrivato il via libera della commissione Bilancio di Montecitorio. Il 27 maggio il testo sarà in Aula per il sì a risoluzioni e slittamento al 2019 del pareggio.

Per ora solo due gli impegni presi dal governo al capitolo fisco: disinnesco integrale della clausola Iva sul 2017 (0,9% di Pil) e riduzione dell'aliquota Ires dal 27,5% al 24% (2,9 miliardi l'anno prossimo). Il programma potrebbe cambiare con l'apertura dei dossier sui tagli alle aliquote sui rendimenti dei fondi pensione e per l'estensione del bonus da 80 euro ai pensionati. Qualche indicazione più sicura sulle intenzioni di Palazzo Chigi potrebbe arrivare tra una decina di giorni quando il Parlamento voterà il Def 2016.

L'esecutivo ha infatti rivisto le sue previsioni di crescita e ne deve tenere conto in sede di definizione delle scelte. Secondo l'indagine Il Sole 24 Ore-Banca d'Italia continua a ridursi la probabilità media assegnata a un miglioramento economico che oggi è appunto pari al 15,6%, mentre era al 17,5% nell'ultima rilevazione. Per quanto riguarda le prospettive della domanda dei propri prodotti le imprese prevedono un miglioramento consistente, visto che nell'ultima indagine il saldo positivo era del 14%. Se la spesa per investimenti nel 2016 rimane stabile per un imprenditore su due, migliorano invece le condizioni di accesso al credito così come le aspettative sul fronte dell'occupazione.

A ogni modo, il ministro dell'Economia giudica solido il nostro sistema bancario. Pur ravvisando alcuni elementi di criticità il responsabile del Mef ritiene che si stiano "risolvendo all’interno del sistema bancario con le energie e le risorse del sistema stesso". A proposito dei crediti deteriorati il ministro non cita esplicitamente il fondo ad hoc allo studio ma parla genericamente di "misure di accompagnamento di tipo normativo da parte del governo". E ancora: "Le sfide per l'Europa non sono austerità versus flessibilità ma sono avere posizioni comuni verso i migranti, verso il terrorismo e verso la disoccupazione giovanile", dice Padoan ricordando il documento di febbraio in cui l'Italia propone ai partner europei una riflessione su una nuova governance dell'Europa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il