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Indulto e amnistia: novità della settimana

Impegni del ministro della Giustizia sulla situazione carceraria ma le questioni di amnistia e indulto sono congelate.




Se i temi di amnistia e indulto torneranno al centro dell'attenzione non resta che attendere, anche perché i segnali che arrivano dalla commissione Giustizia del Senato, dove sono fermi i disegni di legge, non sono incoraggianti. Quell'attesa accelerazione che dovrebbe condurre all'unificazione dei testi tarda ad arrivare. Nel corso della settimana il guardasigilli Andrea Orlando, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video messaggio di Checco Zalone sulle carceri. Non c'è alcun riferimento alle questioni di amnistia e indulto, ma si tratta comunque di un tentativo riuscito di far parlare del sistema della giustizia italiana anche al di là dei soliti canoni.

Le sue parole hanno fatto rapidamente il giro del web con migliaia di condivisioni: "Sono stato contattato dal ministro, perché sta tentando di parlare di problemi legati alla detenzione ma gli chiudono le porte, dicono che non fa audience", insomma "nessuno se lo caga", ha spiegato il comico nel filmato. "La Costituzione dice che la detenzione deve avere anche una funzione rieducativa - sottolinea Zalone - ma sappiamo che non è così. Tendiamo ad allontanare le persone che hanno subito una condanna come se fossero macchiate. Mi auguro che un giorno un ex detenuto possa entrare in banca ed essere ricevuto da un direttore che gli dice: Le do il mutuo perché è rieducato".

E ancora: "O che si votino i politici perché sono stati in carcere e quindi sono rieducati, mentre sappiamo che per adesso è il contrario: uno viene eletto, lì viene diseducato e poi va in carcere". Zalone conclude il suo messaggio esprimendo la sua vicinanza a quanti soffrono nelle carceri. "Ho iniziato la mia carriera facendo un personaggio che salutava gli amici della casa circondariale e lo rifaccio". Il ministro Orlando ha ringraziato sempre su Facebook il comico: "Di carcere non ne vuole parlare nessuno, di pene alternative e funzione rieducativa della pena siamo in pochissimi. Grazie a Luca Medici, Checco Zalone, che ci mette la faccia, perché la sicurezza si fa con i diritti".

Nel corso della settimana lo stesso ministro della Giustizia ha partecipato agli stati generali dell'esecuzione nel corso dei quali ha preso l'impegno di potenziare gli uffici dell'esecuzione penale esterna con "almeno 10 milioni di euro" nel 2016. La richiesta di maggiori risorse è stato il motivo principale della giornata dal primo presidente della Cassazione all'ex presidente della Consulta. Sulla linea di Orlando, i ministri Giannini, Poletti e Lorenzin. Angelino Alfano avverte: "Attenti alla percezione di insicurezza dei cittadini".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il