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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 e come stanno andando trattative in Europa

Come si concluderanno le trattative con l’Europa per la concessione di nuovi fondi all’Italia e quali novità per le pensioni potrebbero essere attuate



Si torna a parlare di novità pensioni e, come confermano le ultime notizie, sarà fondamentale l'esito della trattativa con l'Europa per capire quali modifiche e correzioni, e come, potranno essere apportate all'attuale legge pensioni. Solo il mese scorso circa, il presidente dell'Istituto di Previdenza aveva auspicato una revisione del Patto di Stabilità con l'Europa proprio per aprire le porte all'approvazione di novità per le pensioni. La rigida posizione dell'Europa nei confronti dell'Italia, stando alle ultime notizie, sembrerebbe essersi ammorbidita, tanto che gli stessi ministri europei hanno recentemente condiviso la richiesta di modifiche dello stesso Patto, posizione che per il nostro Paese rappresenta già una prima vittoria e che torna a far vivere, in maniera sempre più concreta, la speranza di vedere effettivamente realizzate novità per le pensioni.

L'apertura dell'Europa alla revisione del Patto di Stabilità dovrebbe poi essere accompagnata dalla consapevolezza che le novità per le pensioni di cui si discute in Italia, e contro cui l'Europa si è sempre schierata, rappresentano invece passi in avanti proprio verso quella crescita occupazionale che la stessa Europa auspica. Da tempo, infatti, sia il presidente dell’Istituto di Previdenza che autorevoli esponenti dell’esecutivo si sono posti l’obiettivo di convincere l’Europa dei vantaggi che avrebbe approvare novità per le pensioni come quota 100, mini pensione, quota 41, o staffetta, o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sia, come detto, per un rilancio dell’occupazione giovanile giacchè, come abbiamo più volte spiegato, dando la possibilità di lavoratori più anziani di lasciare il lavoro prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, si lascerebbero liberi nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani, dando allo stesso tempo nuova spinta a produttività e quindi economia.

Ma ci sarebbe anche un altro vantaggio, quello che si avrebbe in termini di risparmio: nel lungo periodo, infatti, si potrebbero accumulare ulteriori risorse economiche che deriverebbero dalle penalizzazioni, in alcuni casi anche piuttosto elevate, imposte da ogni metodo di uscita prima a carico del lavoratore stesso. Per riuscire a realizzare tutto questo, come sopra accennato, è cruciale capire come l’Europa si porrà davvero nei confronti del nostro Paese. Forse le ultime aperture, che dimostrano una posizione decisamente meno rigida rispetto a quella di qualche tempo fa, potrebbero far ben sperare nella concessione dell’extra deficit.

Per mettere in atto novità per le pensioni, infatti, sarà fondamentale l’esito della valutazione attesa per maggio e la decisione se concedere o meno la clausola di immigrazione e l’extra deficit richiesto, che sarebbe di circa 3 miliardi di euro, soldi che potrebbero essere impiegati anche per modifiche pensionistiche, anche se, essendo fondi temporanei, dovrebbero essere investiti, nel caso delle pensioni stesse, per cambiamenti non definitivi e potrebbero a quel puto tornare in ballo i metodi sperimentali di uscita prima di cui si era parlato mesi fa, e forse proprio quella mini pensione accompagnata dalla staffetta rilanciata negli ultimi giorni, anche con l’ipotesi di coinvolgimento degli istituti di credito.

Quest’ultima sembra un’ipotesi particolarmente sostenuta ultimamente, capace di mettere d’accordo i Ministeri di Economia e Lavoro. Se non fossero concessi dall’Europa ulteriori fondi probabilmente, come detto la scorsa settimana, nonostante le prime smentite da parte di alcuni tecnici dell’Economia, si potrebbe lavorare alla definizione di una manovra  correttiva, con il rischio che vi siano solo peggioramenti per le pensioni, visto che i cambiamenti partirebbero da revisioni negative, e un aumento di Iva e altre tasse per coprire i 14 miliardi mancanti.



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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