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Def 2016 novità ufficiali approvate pensioni quota 100, mini pensioni, quota 41, detrazioni, tasse, rinnovo contratti statali

Prosegue il confronto nella maggioranza a Palazzo Chigi sulla definizione della versione finale del Documento di economia e finanza 2016.




Aggiornamento: Vi sono state nelle affermazioni degli esponenti che hanno parlato anche parole dure, anche dell'opposizione interna alla maggioranza, dicendo che vi è stata una semplice enuncianzione nel collegato senza prevedere un percorso, un analisi, un confronto sulle novità per le pensioni. E queste enunciazioni generiche sanno per molti di false promesse come ritengono lo siano anche le differenti ultime notizie e ultimissime comparse sul delicato e tanto atteso tema delle novità per le pensioni.

Aggiornamento: Per quanto riguarda la rivisitazione delle agevolazioni è stato deciso e msso per iscritto che al momento non si toccheranno i bonus per la casa, i mobili, bonus bebè e similari così come quelli per favorire l'occupazione. Per altri temi come le pensioni di invalidità, Isee e altre tipologie di pensioni non è stato detto nulla se non gli inviti riufficializzati di trattare questioni come quota 41, ricongiunzioni e chi fa lavori pesanti. E per le altre formule come quota 100 o mini pensioni di avere penalità giuste, non altissime.

Aggiornamento: E' stato votato il Def nel tardo pomeriggio di oggi dopo che hanno parlato i deputati che aveano chiesto la parola. Nulla di ecclatante da sottolineare tanto è vero che in un solo giorno di confronto è stato approvato. Il percorso sarà, comunque, molto lungo e le decisioni verrano prese davvero quest'anno verso la fine, quando l'Europa si esprimerà sull'extra deficit (o prima se lo farà prima)

Aggiornamento: Stanno parlando i circa 20 esponeni delle diverse forze politiche che hanno chiesto di prendere la parola, mentre entro sera si preannuncia il voto finale su un DEF che comunque probabilmente sarà rivisto più volta in base a se verrà dato o meno l'extra deficit. Vitteremo aggiornati con tutti le affermazioni sulle varie novità per le pensioni, sblocco contratti e stipendi statali, occupazione, taglio tasse e gli altri temi. 

Si avvicina l'appuntamento con l'Aula di Montecitorio per il Documento di economia e finanza 2016. Continuano di conseguenza i confronti all'interno della maggioranza di governo. Per quanto riguarda le tasse, il progetto di rivedere le aliquote per i cosiddetti redditi medi è destinato a slittare ovvero a non trovare spazio nel Def 2016. Un analogo rallentamento si registra nello sblocco dei contratti degli statali nonostante ci sia una sentenza dell'Alta Corte che stabilisca l'obbligatorietà del rinnovo e che l'Aran, su mandato dell'esecutivo, abbia raggiunto l'accordo con i sindacati per la riduzione del numero dei comparti pubblica da 11 a 4.

Stando a quanto affermato dallo stesso esecutivo, si trattava della condizione preliminare prima di aprire la partita dello sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici. A oggi di certo c'è solo quello stanziamento di 300 milioni di euro, ma si rimane al buio in merito alle tempistiche.

Sul fronte delle novità pensioni non ci sono grandi aspettative, anche se le commissioni Lavoro e Bilancio continuano a monitorare la situazione molto da vicino. Palazzo Chigi ha scelto la strada della prudenza per via delle aspettative di crescita meno brillanti del previsto e di conseguenza tutti gli attori istituzionali decidono di adeguarsi a questo scenario ovvero di diminuire le pretese. L'appuntamento con i cambiamenti viene dunque spostato più avanti nel tempo, magari con la manovra di fine anno. Per ora il gruppo pensioni a Montecitorio si è limitato a ricordare le urgenze di rivedere le norme sulle ricongiunzioni onerose, di allargamento del riconoscimento di periodi di contribuzione figurativa e naturalmente di riscrittura delle regole per consentire di congedarsi dal lavoro un po' prima.

Troppo poco? Probabilmente sì, considerando che, di concreto, c'è solo che arriveranno oggi le prime delle 150.000 buste arancioni inviate dall'Istituto nazionale della previdenza sociale per informare su quando so andrà in pensione e con quale importa. Per il resto l'atteggiamento dell'esecutivo è caratterizzato dalla prudenza, da tanti annunci e altrettante retromarce. Il presidente del consiglio, sollecitato da una cittadina durante i festeggiamenti del 25 aprile, ha dichiarato che al momento non prende impegni sull'aumento delle minime. Anche se aveva anticipato e fatto trapelare di voler destinare 80 euro ai pensionati. Il tema è sul tavolo e il governo cerca risorse per coprire eventualmente la misura. Eventualmente, appunto, ma non nella versione finale del Documento di economia e finanza 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il