Pensioni ultime notizie su mini pensioni

Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 Governo Renzi con calo aspettative vita ha ragione in più per farle

Diminuisce l’aspettativa di vita e questo cambiamento potrebbe essere nuova spinta per attuare novità per le pensioni



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:07): Per la seconda volta nell'arco di un mese, viene attestato da due diversi enti che c'è stato un calo nelle aspettative di vita con il peggioramento delle condizioni di vita e una morte che sembra arrivare prima. come confermano le ultime notizie e ultimissime. Quello raggiunto in 40 anni di benessere, dicono gli esperti, in pochi anni è stato perso, complice la crisi economica in primis. Ora dovremo avere la conferma di questi dati per più volte ancora, ma se così fosse, visto che l'attuale norma si basa sulle aspettative di vita e fa crescere l'età per andare in pensione man mano che aumenta l'aspettativa di vita, è chiaro che le novità per le pensioni non dovrebbero essere "solo" quota 100 o mini pensioni e quota 41, ma proprio rivedere le tabelle delle aspettative sostituendole con quelle nuove e diminuendo così l'età. Dovrebbe essere fatto non solo per logica, ma per legge.

Sembra che il governo Renzi possa rimettere mano all'attuale legge pensioni proprio a causa del meccanismo che ne ha scatenato mille polemiche, portando i requisiti di uscita dal lavoro a diventare molto più rigidi. Stando alle ultime notizie, infatti, proprio il meccanismo di adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita degli italiani sarebbe alla base delel probabili scelte dell'esecutivo di agire in maniera concreta con novità per le pensioni. Ma andiamo con ordine. Secondo le norme attualmente in vigore, l'aumento dell'età pensionabile è determinato dall'aumento dell'aspettativa di vita Istat, ciò significa che per definire l'uscita dal lavoro si segue il principio secondo cui vivendo più a lungo si può anche lavorare più a lungo.

E’ un principio che, come facilmente immaginabile, è stato fortemente contestato dai più ma ai tempi della definizione di questa legge si era reso necessario. E così, per esempio, il primo gennaio 2016 l'età per l'uscita da lavoro che fino all'anno scorso era ferma sui 66 anni e tre mesi, è salita di ulteriori quattro mesi passando a 66 anni e sette mesi. Si tratta di scatti di tre o quattro mesi che si verificheranno ogni due anni, fino al raggiungimento dei 69 anni e 10 mesi delle norme a regime. Quasi 70 anni dunque per andare in pensione. Il prossimo scatto si verificherà nel 2019 quando per andare in pensione serviranno 67 anni per accedere alle prestazioni di vecchiaia mentre per la pensione anticipata sarà necessario raggiungere 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Nel 2021, l'età salirà ancora a 67 anni e tre mesi, che diventeranno 67 anni e 5 mesi nel 2023, 67 anni e 9 mesi nel 2025, 68 anni nel 2027, fino, come detto, ai 70 anni che bisognerà raggiungere per andare in pensione nel 2049.

Il problema, a questo punto, è che l’Istat dovesse attestare più che un aumento dell’aspettativa di vita, una riduzione, tutte le norme previdenziali attualmente in vigore verrebbero meno. E questo rappresenterebbe una vera e propria sciagura per la tenuta di quei costantemente monitorati conti pubblici che sembrano l’unica cosa che effettivamente interessa a governo ed Europa. Se, infatti, il principio cardine dell’attuale legge venisse meno, tutto crollerebbe, prospettiva che, secondo le ultime notizie, non sembra poi così impossibile. Secondo, infatti, i recenti dati del  Rapporto Osserva Salute 2015 sul benessere e sulla qualità dell'assistenza medica nelle diverse Regioni, l'aspettativa di vita, per le prima volta, sembra calare.

 Nel 2015, infatti, secondo l’Istat, la speranza di vita alla nascita era di 80,1 anni per gli uomini e di 84,7 per le donne, ma nel 2014 però era più alta, e cioè di 80,3 per gli uomini e 85 per le donne. si tratta di numeri che attestano per la prima volta una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, dati che, però, dimostrano come quell’allungarsi della vita di tutti che poteva portare a lavorare di più, garantendo maggiori risparmi, non è un sistema scontato. E proprio questo potrebbe portare ad aprire concretamente a novità per le pensioni immediate che garantiscano l’uscita prima a tutti i lavoratori.

Ciò significherebbe, però, non soltanto poter approvare piani di prepensionamento come quota 100, quota 41, mini pensione, o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ma, se i dati fossero effettivamente confermati, iniziare a pensare di rivedere l’intera legge attuale che perderebbe comunque il suo impianto base e non porterebbe più, seppur nella sua rigidità, quei vantaggi che invece ha garantito finora tanto da aver portato Europa e tecnici dell’Economia italiani a volerla mantenere ancora proprio perché in grado di assicurare sostenibilità finanziaria al nostro Paese.



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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