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Def 2016: si entra nel vivo prima fase pensioni, tasse, rinnovo contratti statali. E Consiglio Ministri venerdì indennizzi banche

Mentre la bozza di risoluzione di maggioranza del Def 2016 sarà al voto del parlamento sta per essere varato il decreto banche.



A grandi passi verso la revisione del Def 2016. Già oggi la bozza di risoluzione di maggioranza sarà al voto del parlamento. Tra gli argomenti spinosi c'è quello delle tasse e in particolare delle spese fiscali, rispetto alle quali si punta a escludere dal riordino delle tax expenditure gli sconti per famiglie, lavoro, ecobonus e ristrutturazioni edilizie. Su fronte delle pensioni, il termine adesso utilizzato è quello di selettività in riferimento agli over 63 senza lavoro e senza e pensioni e a chi svolge attività prevalentemente usuranti. Non tutti, insomma, verrebbero trattati allo stesso modo. E in parallelo prosegue il confronto sul capitolo del rinnovo del contratti degli statali, ancora in un binario morto nonostante la ben nota sentenza dei giudici dell'Alta corte che ordina lo sblocco.

L'attenzione è anche sul decreto banche, atteso entro venerdì. Sono tante le novità e le misure in arrivo, come il pegno non possessorio è un istituto inedito per il nostro ordinamento. Si tratta di una forma di rafforzamento del credito concesso per l'attività d'impresa. La garanzia può essere su beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa, con l'esclusione di quelli registrati. I beni mobili possono essere esistenti o futuri, determinati o determinabili anche con riferimento a una o più categorie merceologiche o a un valore complessivo.

Per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche poste in risoluzione gli indennizzi automatici, senza passare per gli arbitrati, saranno concessi soltanto a chi ha investito prima dell'agosto 2013 . A quella data fanno riferimento le nuove regole che la Commissione europea ha dettato: in caso di risoluzione di una banca gli obbligazionisti subordinati sono chiamati in causa secondo una filosofia che si è poi concretizzato nel bail in. Un indennizzo integrale potrebbe andare solo a chi ha investito circa 20.000 euro con un reddito personale intorno ai 22.000 euro. Per tutti gli altri i rimborsi non saranno totali mentre per coloro che hanno acquisito le obbligazioni dopo il primo agosto 2013 c'è solo la strada dell'arbitrato anche se il reddito personale è basso.

Il decreto così congegnato, in merito ai rimborsi per gli obbligazionisti subordinati, comporterà l'aumento della dotazione inizialmente prevista dalla legge di stabilità e finanziata dalle aziende di credito. Dai cento milioni iniziali il Fondo finalizzato ai rimborsi dovrebbe infatti salire a 250-280 milioni di euro, sempre con fondi a carico del settore bancario.



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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