Pensioni ultime notizie su mini pensioni

Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 e assegno universale con supporto Boldrini, Padoan, Cazzola

Mentre sembrano ancora difficili novità per le pensioni di uscita prima, l’assegno universale continua ad essere l’unica misura sostenuta da tutti



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:33): L'assegno universale è stato portato avanti a livello Comunitario da Padoan spiegando per due due volte ufficialmente come sarebbe importante avere un modello uguale di sostegno per chi si trovi senza occupazione anche perchè gli altri Stati lo hanno quasi tutti. Ma probabilmente punta a livello comunitario per evitare problemi di bilancio. Una questione di equità e aiuto sociale è l'assegno universale per la Boldrini che lo ha portato avanti più volte in diversi confronti. Non sarebbe una vera e propria novità per le pensioni, ma sicuramente sarebbe importante per tutti come forma di sostegno quando si è privi di altre aiuti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:33):  Ormai di metodi e sistemi per le novità si pensioni si continua a parlare davvero senza sosta, non passa praticamente quasi ora che non ci sia una idea, una spiegazione, una indicazione su cosa potrebbe accadere. E ora da alcuni esperti, ma non solo, sembra ritornare l'idea dell'assegno universale come migliore rispetto a quota 100, mini pensioni che sono, però, nello stesso giorno sottolineati da esponenti dell'esecutivo nelle ultime notizie e ultimissime. Ben più difficile rimane per tutti la questione quota 41.

Sul tavolo dell’esecutivo proposte di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione, con o senza staffetta, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni che dovrebbero sono le richieste per la realizzazione di concrete novità per le pensioni, piani che permettono, a fronte di penalizzazioni a carico del lavoratore stesso, la revisione dei requisiti di uscita dal lavoro resi troppo rigidi dall’attuale legge, arrivati a quest’anno alla soglia dei 66 anni e sette mesi e destinati ad aumentare ancora, arrivando a 67 anni  nel 2019, se non si lavorasse con cambiamenti reali. Le intenzioni di tanti erano quelle di riuscire ad inserire eventuali novità per le pensioni nella prossima Manovra considerando che in quella scorsa nulla è stato previsto in merito, nonostante un anno di dibattiti, richieste e proposte presentate.

All’indomani delle ultime notizie sull’iter del nuovo documento finanziario in cui la maggioranza parlamentare, spinta dall’opposizione interna, ha chiesto di inserire novità per le pensioni o un collegato che impegni l’esecutivo a mettersi seriamente a lavoro sulla questione in tempi certi, sembra difficile che eventuali novità per l’uscita prima possano essere approvate nel breve periodo, soprattutto perché serve innanzitutto chiudere quella trattativa europea che potrebbe aprire al nostro Paese nuovi margini di intervento se venissero concessi ulteriori fondi di extra deficit o per le clausole per i migranti. Quei miliardi di euro tanto auspicati potrebbe, infatti, essere impiegati per ulteriori misure, tra cui novità per le pensioni.

Trattandosi, però, di fondi temporanei dovrebbero essere impiegate in novità temporanee, ipotesi che potrebbe far tornare in ballo, come detto diverse volte, i metodi sperimentali di uscita prima. In ogni caso, resta da mettere a punto una soluzione condivisa da tutti, considerando le innumerevoli spaccature esistenti tra le diverse forze politiche e le forze sociali, ognuna delle quali si spinge su una particolare modifica. L’unica misura che sembra mettere tutti d’accordo è l’assegno universale, appoggiato anche da Europa e ministero dell’Economia Padoan, che da sempre sono contrari a qualsiasi novità per le pensioni.

Nonostante le recenti affermazioni che, come spiegato, potrebbero essere state travisate, e cioè quelle di aperture nei confronti di una revisione pensionistica da parte di Padoan, il ministro dell’Economia di certo si è detto favorevole all’introduzione dell’assegno universale che, però, dovrebbe essere di tipo comunitario adeguando le norme per tutti i Paesi membri. La stessa idea di assegno comunitario è stata ribadita anche dalla presidente della Camera Boldrini, secondo cui si tratterebbe, come spiegato tempo fa, di una forma di definizione del ‘carattere identitario della cittadinanza europea’ che dimostrerebbe come si è pronti a sostenere chiunque si ritrovi in situazioni di forte difficoltà e necessità.

Diversa invece l’impostazione dell’assegno universale messa a punto dal presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri: nel suo piano pensioni presentato lo scorso dicembre, infatti, Boeri ha parlato della possibilità di introduzione dell’assegno universale per tutti gli over 55 che si ritrovano senza lavoro, che non riescono a rientrarvi a causa delle norme di oggi, ma sono ancora ben lontani dal raggiungimento dei requisiti pensionistici attualmente richiesti.

L’assegno universale potrebbe essere l’unica novità sostenuta anche da Giuliano Cazzola, da introdurre come aiuto sociale per chi si ritrova in difficoltà e non riesce a vivere una vita dignitosa, ma, per il resto, ritiene sia una follia mettere mano ora alla legge pensioni in vigore, considerando che, come ribadito più volte dallo stesso ministro Padoan, riesce a garantire la stabilità del sistema pensionistico e quella finanziaria dei conti pubblici, pilastro che cadrebbe se venissero modificati i requisiti di uscita dal lavoro. Tutto potrebbe cambiare solo se si avessero davvero tante risorse economiche da poter impiegare per rivedere del tutto le norme pensionistiche di oggi.



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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