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Indulto e amnistia: novità questa settimana

Continua a sfuggire l'unificazione dei quattro disegni di legge su amnistia e indulto fermi in commissione Giustizia al Senato.




Continuano a non trovare spazio nella stretta attualità politica le questioni di amnistia e indulto. L'obiettivo minimo è ben noto e consiste nell'unificazione dei quattro disegni di legge fermi in commissione Giustizia al Senato, così da consentire una trattazione più rapida. Alla base di questo tentativo c'è il sovraffollamento delle carceri italiani che, come dimostrato da due recenti rapporti, uno italiano e uno europeo, continua a caratterizzare gli istituti penitenziari in Italia. Al 31 marzo i detenuti italiani sono 53.495 a fronte di un capienza consentita di 49.545 posti. Le regioni in cui si registrano sforamenti sono Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Veneto.

I dati, si ricorda, sono forniti dalla sezione Statistica dell'Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato statistica e automazione di supporto dipartimentale dl Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Sul fronte di governo, le attenzioni sono altrove e la tabella di marcia prevede altre priorità. La riforma del processo penale deve essere approvata al Senato, come ha sostenuto anche ieri in una intervista il guardasigilli Andrea Orlando, entro l'estate. Ma la volontà di accelerare per portare il disegno di legge in Aula superando le secche della commissione deve fare i conti con i nodi politici ancora aperti: la prescrizione, su cui Partito democratico e Nuovo centro destra non trovano ancora una intesa, e le intercettazioni.

Ma, spiegano fonti dem al Senato, la soluzione sarà trovata nei prossimi giorni per arrivare a una legge che consenta alla magistratura di andare più veloce. Orlando ha dichiarato che se la nuova legge sulla prescrizione arriverà per l'estate, nelle intercettazioni "saranno rafforzate quelle per i reati contro la pubblica amministrazione" e "non saranno limitate come strumento di indagine". Il ministro della Giustizia ha poi smentito una nuova guerra tra giudici e politica, "anche perché pregiudicherebbe i passi avanti che abbiamo compiuto finora".

Quanto a Piercamillo Davigo, "è un magistrato capace", ha detto il ministro, "che spero sappia guidare l'Anm in una fase non semplice di cambiamento della magistratura". E ancora: "un'intervista non fa una guerra", ha sottolineato ancora, "e sappiamo che parlare male dei politici in un momento di crisi democratica è una tentazione facile in tutt'Europa. Noi vogliamo parlare di come rendere la giustizia più efficiente".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il