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Pensioni ultime notizie quali legami tra occupazione, disoccupazione e quota 100, mini pensioni, quota 41 Padoan, Boeri, studiosi

La correlazione tra norme previdenziali in vigore e disoccupazione giovanile con urgenza di novità per le pensioni: i pareri degli esperti




Lo stretto legame tra disoccupazione, soprattutto giovanile, e novità per le pensioni è sotto li occhi di tutti già da u po’ di tempo, ma le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione nel nostro Paese lo ribadiscono. Le attuali norme in vigore, avendo allungato l’età pensionabile, hanno di conseguenza bloccato al lavoro gli impiegati più anziani, ostacolando, da una parte, il loro camino verso la pensione finale e, dall’altra, l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro. Porte chiuse che, però, dovrebbero essere riaperte, ed anche con urgenza, considerando che i giovani rappresentano la nuova spinta alla produttività e, quindi, all’economia in generale. Si tratta di una situazione ormai talmente ovvia che lo stesso ministro dell’Economia ha ammesso, dopo tanto tempo, che effettivamente esiste un forte legame tra occupazione e novità per le pensioni, ricalcando quanto da tempo ormai sottolineano diversi studiosi ed esperti.

Lo stesso presidente dell'Istituto di Previdenza Boeri ha più volte ribadito come l'attuale legge pensioni blocchi l'occupazione giovanile, motivo per il quale sarebbe necessario rivedere i requisiti di uscita dal lavoro, rendendoli più flessibili. Nonostante, infatti, secondo il presidente dell'Istituto, l'attuale legge riesca a garantire sostenibilità del nostro sistema previdenziale è necessaria una revisione delle uscite per risolvere il grosso problema della disoccupazione giovanile. Sostenendo, infatti, le uscite prima dei lavoratori più anziani, si lascerebbero liberi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani.

Per sostenere questi cambiamenti, si dovrebbe mettere a punto una soluzione che sia condivisa da tutti, anche a fronte di penalizzazioni, considerando che tra quota 100, quota 41, mini pensione o uscita a 62 anni con 35 anni di contributi, sono decisamente diverse le novità per le pensioni su cui spingono forze sociali e le diverse forze politiche. Contrastanti poi i parere di alcuni esperti, tra chi sostiene che non esiste effettivamente il collegamento tra disoccupazione giovanile e rigide norme pensionistiche attuali, e chi, al contrario, ritiene che questo collegamento sia forte. E in questo quadro si inserisce la nuova proposta di Itinerari Previdenziali per una revisione dei requisiti di uscita dal lavoro e il ripristino di una gradualità di uscita con la cancellazione dell’indicizzazione dell’anzianità contributiva alla speranza di vita e l’uscita con quota 41 anni senza penalizzazioni e possibilità di andare in pensione 4 anni prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti.

Diversa invece la posizione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini, secondo cui, contrariamente a quanto spiegato dal presidente Boeri, blocco dell’occupazione giovanile e necessità di novità per le pensioni non sono strettamente correlate. Il problema, secondo Nannicini, è che i giovani di oggi entrano sempre più tardi nel mondo del lavoro e spesso dipende da un loro stesso ritardo piuttosto che da condizioni proibitive, che comunque sussistono. Secondo il sottosegretario alla presidenza, la soluzione a questo blocco dell’occupazione giovanile non sono i prepensionamenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il