BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Def 2016 Pensioni quota 100, quota 41, mini pensioni, detrazioni, tasse, sanità cosa è stato già deciso e richiesto

Il parlamento approva il Def, ma la maggioranza inserisce suggerimenti su novità pensioni e politica fiscale.




Semaforo verde di Camera e del Senato alla risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza 2016. Il passaggio più importante è il rinvio al 2019 del pareggio di bilancio e non è un caso che nel settore della sanità, vero e proprio centro di spesa per le casse statali, la spending review sia stata rimandata. A ogni modo, sul fronte delle pensioni, nella risoluzione si chiedono anche interventi in materia previdenziale nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Documento di economia e finanza. Con l'introduzione di elementi di flessibilità, sia per quanto attiene all'età di accesso al pensionamento, anche con la previsione di "ragionevoli penalizzazioni", oltre a interventi, anche selettivi, in particolare nei casi di disoccupazione involontaria e di lavori usuranti.

Una delle risoluzioni sul Documento di economia e finanza 2016 approvate ieri dal Parlamento impegna il governo a studiare un taglio permanente del cuneo. La sollecitazione è a individuare forme di riduzione della pressione contributiva che aumentino strutturalmente la convenienza del contratto a tempo indeterminato rispetto ad altre forme contrattuali. Si ricorda che la manovra finanziaria approvata sul finire dello scorso anno ha prorogato solo per questo 2016 e in versione light, ovvero pari al 40%, l'esonero dei contributi per le assunzioni stabili. Pressing sulla riforma del fisco e gli interventi anti-evasione per proseguire la riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese.

Il tutto mentre diminuiscono le tasse per le imprese, che nel 2016 verseranno al fisco 3,5 miliardi di euro in meno, ma ancora finisce nelle casse dello Stato quasi un terzo degli utili. È la previsione dell'Istat, contenuta nel rapporto "Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese". Lo stop alle clausole di salvaguardia fiscale per lo 0,9% del Prodotto interno lordo pari a oltre 15 miliardi di euro, che eviteranno l'incremento dell'Iva – si legge nella risoluzione – dovrà essere compensato dagli spazi di flessibilità concessi da Bruxelles e da un mix di tagli alla spesa pubblica compresa la revisione di agevolazioni e detrazioni, con l'esclusione di quelle riguardanti lavoro, famiglia e bonus per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche, "che vanno invece rafforzate".

La maggioranza ha anche sollecitato l'esecutivo a comunicare gli esiti della ricognizione delle risorse del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie. Condizione prevista dall'ultima manovra per poter prorogare l'esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato al Sud, assicurando una maggiorazione della decontribuzione in caso di assunzione di donne.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il