Pensioni ultime notizie quota 100, mini

Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni prestiti, quota 41 Governo Renzi piani per uscita anticipata, flessibile e prima

Ecco le misure allo studio del governo Renzi sulle novità pensioni. L'obiettivo è favorire l'uscita in anticipo rispetto a quanto ora previsto.



Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:07): Uno dei punti da chiarire sicuramente è il quando verranno intraprese eed entraranno in vigore queste novità per le pensioni. Non vi è una indicazione precisa facendo riferimento alle ultime notizie e ultimissime. Potrebbero essere inserite nella prossima finanziaria e iniziare ad essere valide dal prossimo anno, ma è anche probabile che nella Finanziaria si inseririsca una delega per lavorarci e a quetso punto i tempi medi sarebbero circa di due anni o poco meno.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:27): Abbiamo voluto fare il punto su tutte le novità per le pensioni che sono state indicate nelle ultime notizie e ultimissime da chi, sembra, se ne sta occupando. Sotto troverete tutti i punti principali, non solo del consigliere economico di Renzi, Nanninici, ma di tutte le indicazioni a 360 gradi che da più autorità impegnate sono state date per cercare di ricostruire il progetto che ha in mente il Governo Renzi. E poi vedremo successivamente i punti ancora non chiari e da risolvere, anche se nulla, come è giò stato detto dai diretti interesati , si può considerare ufficiale e già deciso in modo definito

Sono almeno quattro i piani di lavoro sulle novità pensioni ai quali sta lavorando il governo Renzi. La prima ipotesi al vaglio prevede un taglio di una percentuale fissa per ogni anno di anticipo rispetto ai requisiti pieni di pensionamento, tre anni al massimo. Ma non sarebbe uguale per tutti: la gradualità è garantita a seconda del livello di reddito del lavoratore interessato. Inoltre si agirebbe solo sulla parte retributiva del montante versato negli anni di lavoro poiché la quota contributiva già prevede un meccanismo implicito di penalizzazione in caso di ritiro anticipato. Proprio la quantificazione della penalizzazione è da sempre un terreno di scontro.

Il piano flessibilità delle novità pensioni del governo Renzi dovrebbe costare alle casse dello Stato non più di un miliardo di euro. Si sta infatti pensando a un mix di coperture pubblico-private con un finanziamento a carico dello Stato, di tipo selettivo, per i lavoratori che si trovano in condizione di disoccupazione. Negli altri casi il finanziamento-ponte dovrebbe essere sostenuto dal sistema del credito con una sorta di prestito che poi verrebbe recuperato attraverso mini rimborsi Inps con trattenute sulla pensione finale.

Il coinvolgimento delle aziende sarebbe dunque ancora maggiore rispetto a quanto adesso in previsto. Dal 2012 quelle con più di 15 dipendenti possono gestire gli esuberi mettendo in isopensione gli addetti a cui mancano meno di 4 mesi per raggiungere i requisiti anagrafici per la vecchiaia o l'anticipata. Il costo di questo anticipo è interamente a carico dell'azienda che deve pagare l'isopensione e versare la contribuzione figurativa fino al raggiungimento dei requisiti generali previsti dalla normativa.

Con la prossima legge di stabilità dovrebbe scattare anche una mini-riforma della previdenza integrativa. Il governo punta al rafforzamento del secondo pilastro soprattutto per garantire una copertura pensionistica adeguata ai giovani. Tra le misure allo studio la riduzione di 3-4 punti dell'aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi pensione (oggi al 20%) e l'incremento della deducibilità dei versamenti. Almeno una fetta del Tfr potrebbe essere destinata obbligatoriamente all'integrativa.

Nel pacchetto di interventi delle novità pensioni allo studio potrebbe entrare anche una semplificazione delle regole per il ritiro anticipato dei lavoratori esposti ad attività usurante. Il fondo istituito nel 2007 è stato oggetto di diverse correzioni negli anni. Secondo le ultime evidenze, per i primi 4 mesi del 2016 si assiste a una riduzione delle risorse del piano di gestione, con circa 68 milioni di euro riferibili a stanziamenti in conto competenza e circa 640 milioni di residui.

Da scartare, almeno per ora l'applicazione anche agli uomini di una soluzione simile all'opzione donna. Introdotta nel 2004, è ancora fruibile, perché il diritto non scade, da chi ha maturato i requisiti entro il 2015 (57 o 58 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi). È un esempio di anticipo a totale carico del lavoratore perché lo sconto sui requisiti viene compensato calcolando l'assegno con il sistema contributivo invece che con quello misto. L'effetto è un taglio medio del 25-30% dell'importo. Non è esclusa una proroga, sulla base dei fondi a disposizione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il