Pensioni invalidi insieme ad Isee boccia

Pensioni invalidi insieme ad Isee bocciato da Consulta nulla risolto così come per quota 100, mini pensioni, quota 41

Mancano ancora chiare risposte e soluzioni da parte dell’esecutivo non solo per novità pensioni per tutto ma anche per gli invalidi: la situazione



Sembra prospettarsi ancora lunga la strada per l’approvazione di novità per le pensioni, mentre si continuano a studiare piani di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione e uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e ognuno a fronte di penalità, che si dimostrano sempre più urgenti, soprattutto alla luce delle ultime notizie che riguardano la disoccupazione giovanile tornata a crescere. Ma non sono solo le novità per le pensioni volte a rivedere gli attuali requisiti di uscita dal lavoro ad essere bloccate: ancora aperta anche la questione che interessa le pensioni di invalidità.

Dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato di considerare gli assegni agli invalidi nel calcolo dell’Isee, indicatore della situazione economica equivalente famigliare che da diritto a benefici fiscali, l’esecutivo deve ancora rivedere la norma e definirne una soluzione, mentre molte famiglie hanno già presentato una domanda di ricalcolo Isee all’Istituto di Previdenza e, in mancanza di una revisione definitiva della norma da parte dell’esecutivo, il rischio è quello di incorrere in un nuovo caos, perché l’esecutivo dovendo modificare la parte relativa alle indennità per i disabili, potrebbe apportare ulteriori correzioni, portando così probabilmente le famiglie che hanno richiesto un nuovo Isee e lo hanno ottenuto corretto a richiedere l’ennesima correzione del modello già corretto.

Questa situazione di disagio è ciò che mette già in grossa difficoltà gli invalidi, penalizzati, inoltre, anche dall’attuale legge pensioni. Escludendo gli invalidi all’80% che possono andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, e cioè a 60 anni e 7 mesi che scendono a 55 anni e 7 mesi per le donne, e i non vedenti che possono andare in pensione a 55 anni e 7 mesi, 50 anni e 7 mesi per le donne, gli invalidi dal 46 al 74% non godono di alcuno sconto sull’uscita, il che causa decise diseguaglianze, considerando che nella percentuale oltre il 60% sono collocate persone che hanno gravi pluripatologie e a cui è necessario che il mondo politico dia una chiara risposta di aiuto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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