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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 agevolazioni impatto incontro con Ala per Partito della Nazione

Nuovi segnali sulla formazione della grande alleanza di centro del Partito della nazione con ripercussioni sulle novitÓ pensioni.



Prove tecniche di formazione di una grande coalizione di centro, il Partito della nazione, il cui cuore è rappresentato dall'ala di maggioranza del Partito democratico che fa riferimento al premier. Le conseguenze sulle novità pensioni sono in chiaroscuoro perché da una parte verrebbe meno la spinta alla richiesta di cambiamenti veri e profondi della sinistra dem, quella più combattiva sulle pensioni, e dell'altra lo stesso presidente del Consiglio avrebbe maggiore libertà per proseguire nella sua politica di modifiche graduali. In poche parole, se lo scenario di uno spostamento al centro dovesse concretizzarsi, difficile pensare che possano trovare spazio nel sistema previdenziale italiano novità pensioni come quota o quota 41, assegno universale o mini pensioni.

Già, perché sarà pure "normale dialettica parlamentare", come la definisce il capogruppo del Partito democratico, ma l'incontro che si terrà oggi tra i capigruppo di Pd e quelli del gruppo Ala di Denis Verdini, ex Forza Italia presente il vicesegretario Guerini, fa scoppiare un mezzo putiferio nel partito del premier. La sinistra Pd ritiene che il motivo del summit sia dare una legittimazione politica a un gruppo che vota la fiducia e vuole un suo tornaconto. L'obiettivo non è stipulare un Nazareno bis, assicurano da Ala.

Ma consolidare l'alleanza politica sul piano programmatico per creare una sorta di cabina di regia per approvare leggi. Ma i rischi di un tale "amoreggiamento, come lo chiama Roberto Speranza, sono alti per il Pd. Proprio a ridosso delle comunali, in cui sono coinvolte anche le importanti città di Milano, Roma, Napoli e Torino, in pieno scontro politica magistratura, "che senso ha incontrare proprio Verdini? Una follia". Insomma il timore è che con Verdini e il gruppo Ala "se pur guadagni pochi deputati in più, hai centomila voti in meno".

In questa situazione è però arrivata anche la smentita del premier di voler arrivare al Partito della nazione, di cui l'alleanza tra Forza Italia e Alfio Marchini a Roma per le elezioni comunali di giugno potrebbe sembrare un precedente importante. "Credo nel bipolarismo. Per questo credo nel Partito democratico", ha detto Renzi, che è ne anche segretario, assicurando che le elezioni politiche arriveranno nel febbraio 2018 a fare chiarezza dopo gli anni delle larghe intese parlamentari, grazie alla "rivoluzione spaziale" dell'Italicum, che "darà all'Italia un vincitore. Un messaggio rassicurante per gli elettori Pd: il progetto non è un grande polo di centro con dentro tutti. Ma anche, sostengono fonti parlamentari, un modo per avvertire chi, minoranza Pd da un lato e parlamentari vicini a Denis Verdini dall'altro, fa pressione perché quella legge elettorale cambi.



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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