Pensioni ultime notizie quota 100, mini

Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41, agevolazioni due nuove iniziative parlamentari

Nuove iniziative per sostenere novità per le pensioni e modifiche dell’attuale legge: quali sono e cosa prevedono



Negli ultimi giorni, come abbiamo visto, continua ad essere acceso il dibattito politico sulla questione previdenziale e le novità per le pensioni continuano ad essere ancora piuttosto incerte, tra chi spinge per una loro immediata attuazione, tra quota 100, quota 41, mini pensione, con o senza staffetta, e chi ritiene non sia ancora il momento di agire sull’attuale legge perché mancano le risorse economiche necessarie per farlo e perché le norme in vigore sono comunque le uniche che riescono a garantire sostenibilità finanziaria ma che si potrebbe partire proprio dalla revisione di quelle agevolazioni fiscali alle famiglie da cui si ricaverebbero ulteriori soldi. Eppure sono norme decisamente rigide che vanno necessariamente cambiate, sia per rendere più flessibili i requisiti di uscita dal lavoro per chi è già impiegato sia per dare nuova spinta al mercato del lavoro principalmente giovanile.

Del resto, le ultime notizie confermano assolutamente la negativa situazione occupazionale in cui versano i giovani di oggi e che deve essere risolta in modo da garantire non solo una condizione lavorativa ottimale oggi ma anche un futuro pensionistico migliore rispetto a quello prospettato qualche settimana fa dal presidente dell’Istituto di Previdenza. Da rivedere sarebbe innanzitutto quel meccanismo di adeguamento alla speranza di vita: la nuova legge infatti si basa sul principio che vivendo più a lungo è anche possibile lavorare di più ma questo assunto si è rivelato decisamente negativo, perché blocca a lavoro chi è già impiegato e lascia fuori i giovani. E proprio per modificare questo sistema, insieme alle novità di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensioni, l’on. Rizzetto del M5S ha deciso di presentare una nuova risoluzione all’esecutivo chiedendo appunto di eliminare il meccanismo di uscita in base all’adeguamento all’aspettativa di vita.

Rizzetto ha spiegato che si tratta di una revisione necessaria non soltanto perché produce effetti negativi sull’andamento occupazionale e il ricambio generazionale ma anche perché, di conseguenza, crea diseguaglianze sociali e generazionali, prospettando ai giovani di oggi un futuro a tinte decisamente fosche. Ad affiancare questa richiesta, un’altra iniziativa parlamentare il presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio ha lanciato una petizione volta a rivedere l'attuale legge pensioni. La petizione online chiede innanzitutto di modificare i requisiti di uscita dal lavoro, abbassandoli fino ad un massimo di quattro anni, rilanciando cioè quella proposta di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% per ogni anno in cui si decide di lasciare il lavoro prima rispetto alla soglia dei 66 anni.

Ma la petizione chiede anche che per i lavoratori che sono entrati prestissimo nel mondo del lavoro venga approvato il piano di quota 41, permettendo cioè a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi ma senza alcun limite anagrafico da raggiungere necessariamente e a fronte di penalità, quelle stesse penalità che, invece, le forze sociali che sostengono quota 41 vorrebbero eliminare. Per chi fosse interessato a firmare la petizione e si chiedesse dove si può firmare, basta semplicemente che clicchi sul link del sito ufficiale.



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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