Rinnovo contratti statali, sblocco stipe

Rinnovo contratti statali, sblocco stipendi dipendenti pubblici 2016 Governo Renzi e Madia proseguono

C'è anche lo sblocco del contratto dei dipendenti pubblici al centro dei lavori di Palazzo Chigi. Aumenti legati a merito e produttività.



Verso lo sblocco del contratto degli statali e le indicazioni delle ultime notizie vanno nella scia con quanto immaginato fino a questo momento. In buona sostanza è allo studio del Ministero della pubblica amministrazione il modo migliore per dare seguito alla sentenza dell'Alta Corte che impone il rinnovo. Ma non intende comunque muoversi da quei 300 milioni di euro da destinare soltanto ai comparti più produttivi. Non ci saranno dunque interventi a pioggia, ma aumenti legati a merito e produttività.

A differenza del passato, spetterà al dipartimento della Funzione pubblica seguire il sistema di valutazione degli uffici, che avrà dunque un impatto sulle buste paga, e non più alla Civit, la Commissione indipendente per la valutazione e l'integrità nella pubblica amministrazione, già sostituita dall'Anac, l'Authority guidata da Raffaele Cantone. Agli uffici spetterà centrare gli obiettivi fissati da Palazzo Chigi. Il percorso non sarà comunque breve, anche alla luce dell'atteso confronto con le organizzazioni sindacali.

Il tutto mentre prosegue il progetto di riforma della pubblica amministrazione. L'obiettivo è la semplificazione delle procedure. In particolare, l'esecutivo vuole anche dimezzare i tempi di autorizzazioni di grandi opere considerando che oggi per il loro completamento servono fino a 14,6 anni. La proposta dei governatori è di cercare intese sui progetti strategici con lo schema della legge obiettivo. Per il Consiglio di Stato, sull'accesso civico agli atti della pubblica amministrazione, meglio un no motivato rispetto al silenzio-rigetto.

Ecco il regolamento previsto dall'esecutivo che prevede che entro il 31 marzo di ogni anno il governo, con un Dpcm, individui una lista di interventi a cui applicare tempi dimezzati e poteri sostitutivi. Il Consiglio dei ministri può agire in due modi: possono essere gli enti territoriali (Comuni, Regioni) a proporli a Palazzo Chigi entro il 31 gennaio, purché siano già inseriti in atti di programmazione; gli interventi possono essere individuati direttamente dal premier.

Per le Regioni i termini stretti rischierebbero però di rendere impraticabili le valutazioni sulle localizzazioni delle opere in questione, i poteri sostitutivi valicherebbero i limiti previsti dall'articolo 120 della Costituzione e non è prevista una norma di coordinamento per le Regioni a statuto speciale e le province autonome. Le Regioni propongono di utilizzare l'istituto dell'intesa disciplinato dalla cosiddetta legge obiettivo per stilare elenchi di interventi super prioritari con procedure in deroga.



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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

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