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Indulto e amnistia: il ministro del Governo Renzi nei sondaggi preferito è Orlando

Non decolla la trattazione dei temi di amnistia e indulto, ma il guardasigilli Andrea Orlando è tra i ministri più graditi.




Nonostante alcuni questioni centrali del mondo della giustizia non siano stati ancora affrontati fino in fondo, come quelle relative ad amnistia e indulto, il guardasigilli Andrea Orlando risulta in questo momento un ministro di cui avere fiducia. Più precisamente il suo indice di gradimento è aumento del 2%. Una crescita che gli ha permesso di posizionarsi al terzo posto della graduatoria sulla fiducia complessiva nei ministri del governo Renzi elaborata da Ipr Marketing. A detta del direttore Antonio Noto, "il successo di Orlando si è registrato nel momento in cui si è acuito lo scontro tra il premier e l'Associazione magistrati sui temi della giustizia, proprio perché ha tenuto un atteggiamento equidistante".

La classifica complessiva dal primo all'ultimo posto è la seguente: Pier Carlo Padon ministro Economia e Finanze; Graziano Delrio ministro Infrastrutture e trasporti; Andrea Orlando ministro Giustizia; Angelino Alfano ministro Interno; Maurizio Martina ministro Politiche agricole alimentari e forestali; Giuliano Poletti ministro Lavoro e Politiche sociali; Paolo Gentiloni ministro Affari Esteri; Dario Franceschini ministro Beni e attività culturali e turismo; Beatrice Lorenzi ministro Salute; Roberta Pinotti ministro Difesa; Gianluca Galletti ministro Ambiente, tutela del territorio e del mare; Marianna Madia ministro Semplificazione e Pubblica Amministrazione; Maria Elena Boschi ministro Riforme costituzionali e rapporti con il Parlamento; Stefania Giannini ministro Istruzione, Università e ricerca; Enrico Costa, ministro Affari Regionali e Autonomie

In questi giorni l'attenzione della giustizia italiana non è sui temi di amnistia e indulto, i cui di disegni di legge sono ancora fermi in commissione Giustizia al Senato in attesa di una loro unificazione, ma sui giudici onorari. Stando alla riforma, la durata dell'incarico è stabilita in quattro anni, rinnovabile una sola volta per altri quattro (per chi è già in servizio il limite resta quello dei quattro quadrienni).

Lo svolgimento delle funzioni di magistrato onorario per due mandati sarà titolo preferenziale nei concorsi per la pubblica amministrazione. Per i primi due anni i giudici di pace saranno impiegati presso l’ufficio del processo e nel corso dell’incarico avranno l’obbligo della formazione professionale. Rivisti anche i casi di incompatibilità (con una stretta su quella familiare) e meglio precisati gli illeciti disciplinari. Quanto all’indennità, sarà composta, per l’intera categoria, da una parte fissa e una variabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il