Pensioni ultime notizie quota 100, mini

Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensione, quota 41 riunione molto importante con i vertici europei, Merkel e Renzi

Dopo annuncio nuovo piano di uscita prima, oggi in programma gli appuntamenti europei del premier: quali conseguenze per novità pensioni e prospettive



Alla vigilia dell'importante incontro europeo di oggi, giovedì 5 maggio, che vedrà confrontarsi nuovamente il premier Renzi con la cancelliera tedesca Merkle, ma anche con autorevoli esponenti europei come il presidente Juncker, Renzi stesso ieri, nel corso del suo appuntamento social su Facebook e Twitter, è tornato a parlare dei nuovi obiettivi dell'esecutivo. E le ultime notizie, insieme alla questione della riduzione delle tasse, a partire dall'Irpef, per arrivare alla cancellazione del bollo auto, si sono concentrate sulle novità per le pensioni annunciate. Un nuovo meccanismo che il premier ieri ha cercato di definire e che dovrebbe permettere ai lavoratori nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione prima fino a tre anni, con decurtazioni sull’assegno finale del 4% per ogni anno in cui si decide di lasciare il lavoro prima e fino ad un massimo dell’8%.

Si tratterebbe però di una decurtazione calcolata, innanzitutto sulla parte retributiva della pensione finale, e poi modulata in base al reddito del lavoratore: più alto è il reddito, più alta sarà la decurtazione e, al contrario, più basse è il reddito e minore sarà la decurtazione. Questo sistema dovrebbe, allo stesso tempo, prevedere l’erogazione di una mini pensione per chi decide di andare in pensione prima che dovrebbe prevedere il coinvolgimento degli istituti di credito: toccherebbe, infatti, a loro erogare l’anticipo sulla pensione finale che poi il lavoratore restituirebbe con trattenute mensili sull’assegno che sarà normalmente erogato dall’Istituto di Previdenza una volta raggiunta la normale pensione.

E’ possibile però che questo sistema di mini pensione possa essere modulato anche con la staffetta se, cioè, le imprese dovessero decidere di mandare in pensione prima i lavoratori più anziani per sostenere il ricambio generazionale al lavoro e in tal caso le imprese stesse si occuperebbero di erogare l’anticipo sulla pensione finale al lavoratore. Resta ancora aperta la questione per coloro che sono rimasti senza lavoro o svolgono mansioni pesanti: se si potrebbe prevedere il coinvolgimento dello Stato per anticipare la pensione a chi è rimasto senza lavoro, e sempre rientrante nella fascia di persone nate tra il ’51 e il ’53, per chi svolge mansioni pesanti ma, per esempio, è nato nel 1954 non sarebbe possibile scegliere questa possibilità. E così si tornerebbe a parlare di quota 41, piano che da sempre viene considerato vantaggioso per coloro che sono entrati prestissimo nel mondo del lavoro o svolgono lavori faticosi, che permetterebbe l’uscita con 41 anni di contributi, sempre a fronte di penalizzazioni, ma senza la necessità di raggiungere alcun limite anagrafico.

Tuttavia, nonostante il bell’annuncio dato dal premier, resta ancora aperta la questione coperture, nonostante si siano citati i coinvolgimenti di istituti di credito e imprese stesse, e proprio per capire come, quando e quanto potrà ‘spendere’ l’esecutivo per mettere a punto ulteriori provvedimenti da inserire nella prossima Manovra 2017, è importante vedere come si concluderanno gli appuntamenti in chiave europea di oggi, potrebbe essere, infatti, il primo passo per capire realmente le intenzioni dell’Europa e se, cioè, potrebbe, o meno, concedere all’Italia l’extra deficit richiesto, dando ulteriori soldi e aprendo ulteriori margini di lavoro, compresi quelli per novità per le pensioni.



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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il

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