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Pensioni ultime notizie usuranti, quota 41, precoci e progetto Governo Renzi con Ape cosa prevede. Quando, chi, come rientrano

Come funziona il nuovo Ape per andare in pensione prima, chi interessa e problemi per lavoratori precoci e usuranti: le prospettive delle novitÓ per le pensioni in prossima Manovra




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:49): Ci sono già molte polemiche dopo le novità per le pensioni che avrebbe in mente di lanciare il Governo Renzi e tra i punti critici e limitanti vi sarebbe il discorso di quota 41 e usuranti e precoci. Una cosa che sembra chiara che il Governo Renzi punti per le novità per le pensioni non tanto sul numero di anni del lavoro fatto e della qualità dell'occuazione fatto se faticosa o meno, ma solo sull'età. Ad una determinata età si può uscire sempre e solo con penalità. Vi sono aperti, comunque, degli ulteriori studi come vedremo che stanno conducendo proprioo i tecnici economici della Presidenza del Consiglio e dell'Isituto di Previdenza su quota 41, usuranti e precoci, ma sono in salita secondo le ultime notizie e ultimisssime. Potrebbero rientrare al massimo gli usuranti, ma c'è da definire bene chi sono  le modalità di quando e come e su questo si starebbe lavorando creando delle nuove tabelle in base alle singole occupazioni come una vecchia idea (almeno ripresa parzialmente da Sel)

La prossima Manovra 2017 dovrebbe, finalmente, contenere novità per le pensioni e, come confermato dalle ultime notizie, i particolare, un provvedimento che permetterebbe a tutti i nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni. Il provvedimento che servirà per anticipare l’uscita dal lavoro dovrebbe interessare esclusivamente coloro che sono stati bloccati e fortemente penalizzati dall’entrata in vigore dell’attuale legge. Secondo il meccanismo prospettati, i nati tra il ’51 e il ’53 potranno andare in pensione fino a tre anni prima, quindi a 63 anni, accettando, però, decurtazioni sull’assegno finale del 4% per ogni anno di anticipo in cui decidono di uscire prima e fino ad un massimo del 12%.

L’esecutivo discuterà dei dettagli con Istituto di Previdenza e Ministero del Lavoro, considerando che il piano dovrebbe coinvolgere anche gli istituti di credito: sarebbero loro infatti ad erogare l’anticipo per l’uscita al lavoratore che dovrà poi restituirlo una volta maturata la normale pensioni e con trattenute, che si dice saranno minime, sull’assegno che sarà regolarmente erogato dall’Istituto di Previdenza. Si tratta di una novità per le pensioni che solo qualche giorno fa era stata anticipata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio e che, nei casi in cui associata alla mini pensione vi fosse la staffetta, sarebbero le imprese che decidono di prepensionare i propri lavoratori più anziani per sostenere il turn over a dover anticipare la mini pensione.

Resta da capire se in questo piano rientrano i lavoratori precoci e usuranti: in generale, il problema non si pone per i nati tra il ’51 e il ’53 anche se secondo i sindacati le penalizzazioni a loro carico dovrebbero essere cancellate, ma per chi è nato a partire dal 1954 questa possibilità di uscita prima sarebbe bloccata e questi lavoratori penalizzati già fortemente continuerebbero ad esserlo e per questo si spinge verso il meccanismo di quota 41 che, indipendentemente dall’età anagrafica, permetterebbe sia ai precoci che agli usuranti, di andare in pensione con 41 anni di contributi, anche se comunque a fronte di penalizzazioni.

E’ proprio per le incertezze e i dubbi che ancora persistono nonostante l’annuncio del nuovo Ape, anticipo pensionistico, le forze sociali auspicano che quanto reso noto si trasformi in realtà effettivamente senza rimanere solo parole, come finora accaduto per un’altra serie di promesse su novità pensioni fatte dall’esecutivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il