Pensioni ultime notizie quota 100, mini

Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni APE, quota 41 raccolta firme procede ed estesa a ricongiunzioni e aumento assegno

Cosa chiede la raccolta firme online per novità per le pensioni, come procede e differenze rispetto a nuovo meccanismo Ape annunciato dal premier



Solo qualche giorno fa è stata lanciata dal  presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio una petizione per la richiesta di novità per le pensioni concrete. La petizione online rilancia il piano di uscita proposta di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% per ogni anno in cui si decide di lasciare il lavoro prima rispetto alla soglia dei 66 anni fino all’8% e il piano di uscita con quota 41, cioè con 41 anni di contributi per tutti e senza alcun limite di età anagrafica ed anche in questo caso sarebbero previste penalizzazioni, seppur minime. nulla su quota 100. Oggi la petizione ha già superato le 10mila firme e sembra ci si avvii verso un ulteriore successo, segno che la questione pensionistica, come del resto già noto, è particolarmente sentita dai cittadini. La speranza è che le ultime notizie sul nuovo meccanismo di uscita prima, l’Ape, annunciato dallo stesso premier Renzi diventino realtà.

La petizione, insieme a novità per le pensioni anticipate, chiede anche novità per la questione delle ricongiunzioni in modo da renderle non onerose per la riunione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni e l’aumento degli assegni pensionistici, con un piano di indicizzazione per gli assegni più bassi. Le novità per le pensioni che sono state richieste dalla petizione sono, però, discordanti rispetto alle novità annunciate proprio ieri dallo stesso premier, vale a dire quell’Ape, anticipo pensionistico, che permetterebbe l’uscita prima ai nati tra il 1951 e il 1953, fino ad un massimo di tre anni, vale a dire a 63 anni.

L’uscita prima significherebbe però accettare decurtazioni sull’assegno finale del 4% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro fino ad un massimo del 12%, ricevendo, allo stesso tempo, una mini pensione che verrebbe erogata dagli istituti di credito e che dovrebbe poi essere restituita dal lavoratore stesso, una volta raggiunta la normale pensioni, attraverso trattenute, minime come si dice, che verrebbero applicate direttamente sull’assegno pensionistico che sarà erogato dall’Istituto di Previdenza. Si tratta di un piano che deve però ancora essere definito nel dettaglio, perchè lascia diversi quesiti aperti, a partire dalla sua eventuale convenienza per il lavoratore e i dubbi relativi a coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo ma nati per esempio dal 1954 in poi e che rientrano tra coloro che sono stati decisamente penalizzati dall’attuale legge.
 



Commenta la notizia

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il

Ultime Notizie