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Pensioni ultime notizie affermazioni e novità quota 100, mini pensioni, ricongiunzioni, quota 41 Gardini, Sacconi, Boeri, Nannicin

Le posizioni e affermazioni di Gardini, Sacconi, Boeri, Nannicini su novità pensioni annunciate ieri dal premier: cosa prevedono e per chi




Il premier nel corso del suo appuntamento social di ieri su Facebook e Twitter a sorpresa ha annunciato l’intenzione dell’esecutivo di introdurre nella prossima Manovra 2017 novità per le pensioni. In particolare, come riportano le ultime notizie, ha reso noto il nuovo Ape, anticipo pensionistico, sistema che permetterebbe a tutti i nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione fino a tre anni prima l’attuale soglia stabilita dei 66 anni, vale a dire a 63 anni, accettando una decurtazione del 4% sul proprio assegno finale, a seconda dell’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro, e fino ad un massimo del 12%. Questo anticipo pensionistico verrebbe erogato dagli istituti di credito e dovrebbe essere poi restituito dal lavoratore stesso attraverso trattenute, che però è stato detto saranno minime, che saranno applicate dalla pensione regolarmente erogata dall’Istituto di Previdenza una volta maturati i normali requisiti richiesti per l’uscita.

Nessun accenno alla quota 100, alla questione ricongiunzioni, che però è stata rilanciata negli ultimissimi giorni dal Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, e dubbi sulla quota 41. Ci si chiede, infatti, se i lavoratori che sono entrati prestissimo nel mondo del lavoro o che svolgono mansioni pesanti potranno rientrare in questo piano e se per i nati tra il ‘51 e il ’53 non vi è alcun dubbio, i dubbi sorgono già per i nati nel 1954 che comunque vorrebbero uscire prima soprattutto se svolgono lavori fisicamente molto impegnativi. Il nuovo annunciato dal premier che non ha tardato a suscitare le reazioni delle forze sociali, sarebbe sostenuto presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini: considerando infatti che nel meccanismo presentato, insieme agli istituti di credito, sarebbero coinvolte anche le imprese stesse che volessero prepensionare i loro dipendenti più anziani a sostegno del turn over, Gardini si è detto favorevole a questo meccanismo, spiegando che le imprese sarebbero pronte ad accollarsi i costi della mini pensione per mandare in pensione prima i lavoratori più anziani, a sostegno dell’occupazione giovanile che per le imprese significherebbe rilancio della produttività e quindi guadagni.

Grande sostegno al nuovo piano annunciato dal premier è arrivato anche da Maurizio Sacconi, mentre non sono ancora arrivati commenti in merito dal presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini. Sono però attese le loro indicazioni che dovrebbero fornire dettagli sulla novità annunciata, considerando che si tratta di un piano derivato sostanzialmente da loro, dal meccanismo delle penalizzazioni, alla mini pensione con il coinvolgimento degli istituti di credito.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il