BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie quota 100,mini pensioni Ape,quota 41 Governo Renzi e metodi uscita anticipata flessibili in piano e studio

Palazzo Chigi sta lavorando sulle novità pensioni: ecco la strada che intende seguire e le coperture economiche richieste.




La principale novità pensioni delle ultime ore è senza dubbio quella della proposta dell'Ape, l'Anticipo pensionistico per chi vuole lasciare qualche anno prima il lavoro. Si tratta di una misura in un dibattito più complessivo che include anche ipotesi di cambiamento in riferimento alla posizione di chi svolge attività prevalentemente usuranti e di chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Rispetto a quest'ultimi, ad esempio, l'idea prevalente è di applicare quota 41 ovvero la maturazione di 41 anni di contributi versati per per poter accedere al trattamento previdenziale senza alcuna penalizzazione economica nell'importo dell'assegno.

Bisognerà naturalmente fare i conti con le coperture economiche e non è affatto un caso che il percorso delineato dall'esecutivo non abbia trovato l'unanimità dei consensi. L'Ape permetterà di anticipare, con una decurtazione economica, l'ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo. Non tutti potranno approfittare di questa opportunità, ma solo le generazioni tra il 1951 e il 1953. Dovrebbe costare circa un miliardo di euro con un mix di coperture pubbliche-private. Per privato si intendono imprese, banche e assicurazioni. L'impegno economico dello Stato sarebbe insomma ben lontano da quei 5-7 miliardi di euro di costo delle altre ipotesi sul tavolo.

Tra queste c'è quella dell'applicazione di quota 100 ovvero della somma tra età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per vedersi aprire le porte della pensione. Per Palazzo Chigi si tratta di una strada impraticabile proprio per via dei costi eccessivi per la macchina statale, ma secondo l'opposizione interna si tratta di una strada più che percorribile. A ogni modo, tra poche settimane dovrebbero emergere maggiori dettagli sul progetto a firma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si tratterebbe appunto di un anticipo sulla pensione di tre anni al massimo, con una penalizzazione diversificata a seconda del livello di reddito del lavoratore.

Dettaglio non di poco conto, agirebbe solo sulla parte retributiva del montante versato negli anni di lavoro poiché la quota contributiva già prevede un meccanismo implicito di penalizzazione in caso di ritiro anticipato. L'impegno finanziario cambierebbe sulla base del beneficiario. Che dovrebbero essere almeno tre: chi, per motivi personali, vuole andare in pensione prima; chi ha perso il lavoro ma non ha ancora i requisiti; chi rientra tra i prepensionamenti della propria azienda.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il