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Pensioni ultime notizie Ape mini pensioni calcolo e come funziona nuovo metodo Governo Renzi. Esempi, per chi, da quando

Sono ancora tanti gli aspetti da chiarire sull'assegno pensionistico, prospettato dal premier come novità nella prossima manovra.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:12): Una degli elementi principali del calcolo per le novità delle pensioni con il nuovo sistema del Governo Renzi denominato APE è che è per tutti o quasi basato sulle mini pensioni ovvero con un sistema di prestito che poi deve essere restituito. Il problema, dunque, non è solo la penalità che riduce l'importo delle pensione per sempre, ma anche il fatto che per anni si deve restituire una certa somma che riduce ancora di più l'importo preso ogni mese. Dunque, se, ad esempio, ho già una penalizzazione del 4% o 8% che sarà per sempre, per molti anni, la mia pensione sarà minore non solo di questa percentuale ma anche della rata da restituire che sarà difficile sia solo di 10-20 euro come vedremo.

I cardini della novità pensioni dell'Ape su cui Palazzo Chigi è allo studio sono l'anticipo massimo per chi ha perso il lavoro, per i prepensionandi o per chi vuole smettere e penalizzazioni variabili in base al destinatario: maggiore per i redditi alti e minore per quelli bassi. Ma qual è la differenza non si sa. Per gli assegni più leggeri, quelli fino a tre volte il minimo, la decurtazione potrebbe essere circa il 2% per ogni anno di anticipo. In pratica per tre anni il taglio sarebbe del 5-6%. Per le pensioni più alte si arriverebbe anche al 5-6% per anno, con una riduzione dell'assegno in caso di anticipo di tre anni fino al 20%.

A essere interessati sono i lavoratori dele classi 1951 (a 65 anni incasso più basso del 4%), 1952 (su un reddito di 1.000 euro importo di 920), 1953 (rendita ridotta fino al 12%). Chi vuole lasciare prima di aver compiuto 66 anni e 7 mesi, può ottenere dalle banche un import mensile erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, pari all'importo della futura pensione, tagliata della rata di rimborso dell'anticipo a valere su un piano di ammortamento di 18 anni. Un punto da chiarire è l'applicazione di eventuali interessi sulla somma che l'esecutivo è disposto ad anticipare. Stando alle ipotesi iniziali non dovrebbero esserne previste ovvero a carico dello Stato.

E poi: quale sarà l'eventuale trattamento fiscale di queste mini pensioni? A ogni modo, l'aspetto principale a chiarire è l'esatto impegno economico per le casse dello Stato che, stando alle intenzione iniziale, sarebbe diversificato a seconda delle platee. Almeno tre, secondo quanto anticipato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio: della prima farebbe parte chi, per motivi personali, vuole andare in pensione prima; la seconda riguarda coloro che hanno perso il lavoro ma non hanno ancora i requisiti; la terza quei lavoratori che l'azienda vuole prepensionare.

Nel primo caso, la penalizzazione sarebbe più forte, nel secondo i soldi ce li metterebbe soprattutto lo Stato e, nel terzo, l'azienda. L'idea è quella di un finanziamento-ponte sostenuto dal sistema del credito, che poi rientrerebbe grazie ai mini-rimborsi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale con le trattenute sulla pensione finale, mentre lo Stato farebbe da garante. Lo scopo è evidentemente quello di mettere in piedi un mercato dei prestiti pensionistici. Nel pacchetto potrebbe entrare anche una semplificazione del prepensionamento per i lavori usuranti. Sui conti pubblici graverebbero solo gli interessi dei prestiti e la copertura assicurativa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il