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Pensioni ultime notizie su tutti esclusi nuovo sistema APE, quota 41, usuranti, precoci e Governo Renzi sistemi allo studio

La proposta di Palazzo Chigi sulle novitÓ pensioni presenta il vantaggio dei costi ridotti, ma anche il limite della ridotta platea dei beneficiari.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:27): Uno dei problemi maggiori del nuovo sistema per le novità per le pensioni Ape è tutti coloro che rimangono eslcusi e non sono pochi, anzi la maggioranza. Se poi si conta che chi viene considerato all'interno del 1951-1953 al massimo gli mancano 15 mesi circa per andare in pensioni prima si capisce come la portata della novità del nuovo sistema del Governo Renzi è molto limitata. E poi ci sono tutti gli esclusi dai precoci agli usuranti, ai quota 41. Ma per alcuni di essi si stanno vagliando possibili soluzioni come riferiscono alcune delle ultime notizie e ultimissime.

La risposta del governo al bisogno sempre più avvertito di migliorare il sistema della previdenza italiana introducendo novità pensioni è quella dell'Assegno pensionistico. Il vantaggio è rappresentato dal minor impatto economico rispetto alle altre soluzioni prospettate, da quella di Cesare Damiano, 4 anni di sconto con un taglio del 2% annuo, e quella di Tito Boeri, 3 anni di anticipo con una decurtazione del 3% annuo; 7,5 miliardi solo nel 2017 la prima 3 miliardi la seconda. Tuttavia ci sono dei limiti, come la vasta platea di esclusi da questa sorta di prestito pensionistico. Sono infatti coinvolti solo i nati tra il 1951 e il 1953 e si sta ragionando sull'opportunità di includere anche gli usuranti.

Ci sono altri fronti aperti. Uno è quello della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, il cui presidente ha tra l'altro avviato una petizione per chiedere cambiamenti veri e in tempi stretti sulle principali questioni sul tavolo delle discussioni ovvero esodati, contributivo donna, ricongiunzione non onerosa dei contributi, miglior riconoscimento della posizione di chi svolge attività usuranti. A quanto pare, alla luce delle 10.000 sottoscrizioni già raccolte, sta andando a gonfie vele. La proposta base, si ricorda, prevede la concessione del pensionamento anche a 62 anni con il versamento di 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% da applicare sull'importo dell'assegno finale.

In ogni caso, lo stesso numero commissione Lavoro alla Camera giudica positivamente la mossa del governo, considerandola un altro passo avanti sulla strada della flessibilità delle pensioni. A suo dire, "è quello che chiedevamo. Siamo d'accordo sull'esigenza di anticipare l'uscita dal lavoro contemplando una penalizzazione accettabile. Pensiamo che la misura debba riguardare tutti e diventare strutturale". In ogni caso, le soluzioni prospettate dal governo Renzi non vedranno la luce che con la prossima legge di stabilità per cui ci saranno tempi e modi di definire tutti i dettagli, verificare la copertura economica e aprire il confronto.

E qui entra in gioco il secondo fronte da seguire con attenzione, quello del rapporto con le parti coinvolte, dai sindacati alla Unione europea. La Cisl, infatti, attende una convocazione rapida da parte del Governo, fuori dagli annunci, per affrontare "un tema così delicato e importante che sta a cuore a tante lavoratrici e a tanti lavoratori italiani e ai giovani desiderosi di entrare nelmondo nel mondo del lavoro". E anche la Spi-Cgil chiede di "smetterla con gli annunci e provare a dire concretamente quello che si vuole fare, aprendo urgentemente un tavolo di confronto". E quando si tratta di conti pubblici, anche e soprattutto legati alle novità pensioni, è indispensabile il disco verde di Bruxelles.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il