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Pensioni ultime notizie precoci, usuranti, quota 41 con o senza Ape Governo Renzi e metodi attuali in analisi

L’importanza di approvazione del piano di quota 41, nuovi studi incentrati su questa novità per le pensioni e per chi dovrebbe valere




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:12): Il Governo Renzi sta continuano a occuparsi anche di ulteriori sistemi per le novità per le pensioni oltre l'Ape basato sulle mini pensioni. Prima di tutto stando alle ultime notizie e ultimissime si stanno delineando i dettagli mancanti dell'APE stessa e si stanno cercando di inglobare anche coloro che si sono e si dedicano ad occupazioni pesanti, dunque, gli usuranti. Grandi punti interrogativi anche per quota 41 e per i precoci su cui diverse affermazioni si sono concentrate anche di importanti autorità, ma la cui soluzione appare complessa al momento e in salita.

Andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica del lavoratore e sempre calcolando penalizzazioni sull’assegno finale: è questa la novità per le pensioni di usuranti e precoci su cui si continua a lavorare, sostenuta da diverse forze politiche e sociali, appoggiata particolarmente dai cittadini, insieme alla quota 100, ma su cui non si capisce bene come si lavorerà effettivamente e non è neppure chiaro come questa categoria di lavoratori possa rientrare nel nuovo sistema di uscita prima Ape annunciato dal premier. E’ chiaro che il governo Renzi è tornato a puntare, in maniera piuttosto esplicita e diretta, su novità per le pensioni soprattutto per cercare di recuperare quei consensi sempre più calanti ma anche elettori in vista delle prossime comunali di giugno.

Il problema è che pur avendo annunciato una novità e pur avendo, apparentemente, fatto sapere che ci sarà la possibilità con la Manovra 2017 di definire piani di uscita prima, in realtà non ha fatto poi nulla di così importante, perché dopo il primo annuncio e un successivo attento studio del sistema proposto, sono emerse tutte le criticità che esso comporterebbe e i pochi vantaggi che assicurerebbe soprattutto ai lavoratori stessi. Ci si chiede, dunque, come si intende lavorare concretamente per questi lavoratori precoci e usuranti che sono già stati fortemente penalizzati dalle attuali norme pensionistiche? La quota 41 sarebbe, a detta di molti, l’ipotesi migliore per permettere a chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo e chi svolge lavori particolarmente faticosi di andare in pensione prima rispetto alla soglia anagrafica dei 66 anni.

Per esempio, prendendo il caso di un ragazzo che ha iniziato a lavorare, regolarmente, a 16 anni, se ha mantenuto in maniera continuativa il suo lavoro e ha sempre versato i contributi, potrà andare in pensione a 57 anni, ben molto meno rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi. Ma avendo lavorato un’intera vita, in pratica, lo meriterebbe, soprattutto considerando che alcuni lavorai, appunto usuranti, non permettono di lavorare a lungo, perché debilitano e stancano. Infatti, l’intenzione è proprio quella di mettere a punto nuove tabelle di tutti i lavori da considerare, anche in collaborazione con il Ministero della Salute, in modo da eliminare discriminazioni e privilegi.

Altro meccanismo che dovrebbe essere cancellato è quello che il governo sembra seguire comunque da sempre nella sua definizione di novità per le pensioni: più che infatti guardare ai contributi versati e alle diverse tipologie di attività svolte, tra quelle più e meno pensanti, ogni novità sembra focalizzarsi sull’età anagrafica e ogni novità proposta, come anche l’ultima Ape, si basa un requisito anagrafico e non contributivo e contempla comunque e sempre penalizzazioni a carico di chi decide di uscire prima, mentre per spingere la quota 41 bisognerebbe focalizzarsi sul numero di anni di lavoro, con possibilità di cancellazione delle penalità.

In tal senso, si stanno concentrando diversi studi degli stessi tecnici economici della Presidenza del Consiglio e dell'Istituto di Previdenza, con il progetto di definire anche chiaramente chi sono coloro che possono essere considerati lavoratori usuranti, arrivando alla creazione di nuove tabelle, come anche sopra detto, in base alle diverse tipologie di lavori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il