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Tfa terzo ciclo: novità della settimana

Il sostanziale silenzio del Ministero dell'Istruzione in merito all'attivazione del terzo ciclo del Tfa 2016 lascia immaginare ulteriori ritardi.




Questo sostanziale silenzio in merito al Tfa 2016 terzo ciclo non lascia ben sperare. Nonostante siano circolati i numeri relativi ai posti disponibili, il Ministero dell'Istruzione si sta tenendo ancora lontano dal fornire novità ufficiali, lasciando immaginare come i tempi di attivazione (e di pubblicazione del bando) siano di fatto indeterminati. Certo, questo è il mese delle prove scritte del concorso scuola, rispetto al quale non stanno mancando le grane giudiziarie, alla luce dell'ammissione di candidati non abilitati da parte dei giudici amministrativi. Ma questo non esclude che si faccia chiarezza su intenzioni e tempistiche in merito al nuovo Tfa ordinario.

Anche perché gli aspetti da chiarire sono numerosi, a iniziare da quelli relativi alle classi di concorso. Tra le novità per il prossimo anno scolastico ci sono le classi di abilitazione A-23 per l'insegnamento di Lingua italiana per studenti di lingua straniera e A-53 Storia della musica; A-55 Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado; A-57 Tecnica della danza classica; A-58 Tecnica della danza contemporanea; A-59 Tecniche di accompagnamento alla danza; A-63 Tecnologie musicali; A-64 Teoria, analisi e composizione; A-35 Scienze e tecnologie della calzatura e della moda; A-36 Scienze e tecnologia della logistica; A-65 Teoria e tecnica della comunicazione, oltre a due nuove classi di concorso su materie tecnico-pratiche.

Le certezze sembrano dunque passare dai numeri. Sono in ballo circa 16.000 posti, di cui 11.328 per posto comune e 5.128 su sostegno. Più precisamente, per quanto riguarda il posto comune, sono 3.270 per la scuola secondaria di primo grado, 8.058 per quella secondaria di secondo grado. In merito ai posti sul sostegno, 392 all'infanzia, 1.749 alla primaria, 1.932 alla scuola secondaria di primo grado, 1.035 per quella secondaria di secondo grado.

In questo contesto di incertezza, gli insegnanti sono pronti a scendere in piazza il 20 maggio per protestare contro le recenti decisioni dell'esecutivo sulla scuola italiana. Dal punto di vista sindacale il nodo maggiore riguarda i nuovi bonus di merito per gli insegnanti che il ministero dell'Istruzione non ha voluto far passare dalla contrattazione. Ci sono poi i contestati poteri del super-preside, la chiamata diretta per i nuovi assunti, che saranno scelti dai dirigenti all'interno degli ambiti territoriali. A livello di base il malcontento riguarda le assunzioni. Per i sindacati resteranno a terra 300.000 laureati e migliaia di docenti già abilitati all'insegnamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il