BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie quota 100,quota 41,ricongiunzioni raccolta firme petizione sempre più importante per evitare mini pensioni

Differenze tra funzionamento Ape e beneficiari e le novità per le pensioni proposte dalla petizione del Comitato ristretto: cosa cambia, vantaggi e convenienze




E’ di soli due giorni fa l’annuncio dato dal premier del nuovo Ape per andare in pensione prima: secondo quanto confermato dalle ultime notizie si tratterebbe di un’ennesima novità per le pensioni che offre la possibilità di andare in pensione fino a tre anni prima, cioè a 63 anni, rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, ai nati tra il 1951 e il 1953, che sono stati bloccati al lavoro dall’entrata in vigore delle norme previdenziali attuali, accettando, però, decurtazioni comprese tra il 4% e il 12% in base all’anno prima in cui vanno in pensione. Si tratta di una decurtazione che verrebbe applicata sulla parte della pensione calcolata con sistema retributivo, e che potrebbe essere diversa in base al reddito percepito dal lavorate. Se cioè il reddito del lavoratore è alto, la decurtazione sarà maggiore e, al contrario, se è basso, sarà minore.

Questo meccanismo, esattamente come aveva ipotizzato qualche settimana fa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, potrebbe essere sostenuto dagli istituti di credito che, previo accordo con Stato e Istituto di Previdenza, dovrebbero occuparsi di erogare l’anticipo al lavoratore che decide di andare in pensione prima e quest’ultimo, una volta raggiunti i normali requisiti pensionistici, dovrà restituirlo attraverso decurtazioni che dovrebbero essere minime sulla pensione finale che regolarmente l’Istituto di Previdenza provvederà ad erogare. Nel caso in cui questo meccanismo di prepensionamento sia spinto dalle imprese che vogliono attivare un ricambio generazionale, allora l’anticipo sulla pensione finale al lavoratore verrebbe erogato dall’impresa stessa.

Questa novità che dovrebbe essere inserita nella prossima Manovra 2017 lascia però alcune perplessità: per esempio, quale sarà il futuro di coloro che svolgono lavori pesanti e sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale se non rientrano nella fascia dei nati tra il 1951 e il 1953? Quale sarà il futuro di coloro che, sempre non rientrando in questa categoria di persone, sono rimaste senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione? Ma soprattutto, quanto potrebbe essere conveniente andare in pensione prima con questo sistema se poi, a conti fatti, l’uscita prima significa ricevere, a vita, un assegno ridotto a quello spettante con vincolo di restituzione di quanto percepito in anticipo?

Ci spieghiamo: ipotizzando di andare in pensione prima, per esempio, a 64 anni, con questo Ape, un lavoratore che percepirebbe un assegno di mille euro ne avrebbe 920 per due anni. Arrivata alla soglia normale dei 66 anni, continuerebbe comunque a percepire un assegno mensile di 920 cui sarebbero applicate detrazioni per restituire quanto percepito nei due anni di anticipo. A questo punto, verrebbe da dire che sarebbero molto più convenienti altre novità per le pensioni di cui si è discusso in questi mesi, e vale a dire quota 100, o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, o quota 41.

E proprio per rilanciare l’importanza e la necessità di queste novità, il Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio ha lanciato, sempre qualche giorno fa, una petizione online, che ha già superato le 10mila firme, proprio per chiedere che vengano approvate novità come uscita a 62 anni o quota 41, che agevolerebbe in modo particolare i lavoratori che sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale, che sarebbero più convenienti rispetto all’Ape, insieme alla necessità di risolvere la questione delle ricongiunzioni onerose, permettendo ai lavoratori di ricongiungere tutti i contributi versati nelle differenti gestioni previdenziali in maniera gratuita e all’aumento, sempre più urgente, degli assegni pensionistici più bassi. E se la petizione dovesse continuare a riscuotere lo stesso successo di questi primi giorni, è possibile che tali proposte possano essere seriamente prese in considerazione, magari al posto dello stesso Ape, visto che rifletterebbero le richieste di cambiamento volute dei cittadini.


 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il