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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 molti esclusi eppure privilegi per alcuni rilanciati da nuove norme

Nonostante si cerchino novità per le pensioni per tutti continuano ad essere approvate norme solo per pochi e i privilegi continuano: gli ultimi esempi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:07): Con la novità per le pensioni riguardante le mini pensioni, che sta facendo infiammare gli animi, sarebbero esclusi la maggior parte di quelli che con forza chiedono di poter uscire prima tra cui quota 41, ma non solo. Nel frattempo le ultime notizie e ultimissime ci raccontanto di alcune novità per le pensioni con norme nuove che permettono a determinate categorie di uscire prima. Avevamo indicato le nuove norme per l'esercito, ora tocca al settore degli isituto di credito.

Gli ultimi dibattiti sulle novità per le pensioni sono stati incentrati sulle possibilità di uscita prima per tutti, spaziando da piano di quota 100 a quota 41 a mini pensione ma le ultime notizie confermano l’attuazione, ancora, di privilegi dedicati solo a determinate categorie di persone. Mentre, infatti, ci sono ancora differenze di trattamento previdenziale di genere, cioè tra uomini e donne, che hanno già portato l’Europa a richiamare l’Italia, vista la possibilità per le donne lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributi pur a fronte di pesanti decurtazioni sull’assegno finale, pari a circa il 30%, che viene calcolato esclusivamente con metodo contributivo, l’obiettivo è quello di appianare tali differenze, tanto tra uomini e donne quanto tra le diverse categorie di lavoratori. Eppure non sembra che si lavori proprio in questa distinzione.

E i privilegi continuano: secondo le ultime notizie, infatti, si starebbe pensando a nuove norme di uscita anticipata per i militari che, rispetto alla soglia attuale dei 66 anni e sette mesi, possono già andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi senza alcuna soglia di età anagrafica da raggiungere. Considerando, però, che bisogna ridurre il personale delle Forze Armate, sarebbero al vaglio un nuovo scivolo di accompagnamento alla pensione per i militari e piani di ricollocamento e secondo quanto ipotizzato, potrebbe essere il periodo di aspettativa, favorendo le uscite prima anche sotto i 60 anni.

Si tratta di un privilegio che va ad affiancarsi a quello di cui godono già le donne, ma anche gli invalidi non inferiori all'80% che invece di dover aspettare i 66 anni e sette mesi possono andare in pensione a 60 anni e 7 mesi (55 anni e 7 mesi per le donne), o dirigenti medici, ricercatori universitari e professori associati che possono invece andare in pensione a 65 anni invece che a 66. E tra le ultimissime novità per le pensioni approvate dall'esecutivo, la possibilità di pensione anticipata per i lavoratori del settore bancario: è stato infatti esteso da 5 a 7 anni il periodo in cui possono lasciare il lavoro prima gli impiegati bancari in sovrannumero che hanno maturato i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato. Nel decreto banche approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 29 aprile è contenuto, infatti, un allungamento da cinque a sette della durata dell'assegno straordinario di sostegno al reddito derivante dai fondi di solidarietà di settore che servirà per accompagnare alla maturazione della normale pensione i lavoratori coinvolti in processi di riqualificazione aziendale. Questi assegni vengono erogati dall'Inps ma derivano, come detto, dal Fondo di Solidarietà per il credito messo a punto dalle aziende aderenti, per cui non incidono sulle casse pubbliche.

Anche il nuovo sistema di uscita prima annunciato solo qualche giorno fa dal premier rappresenterebbe una sorta di privilegio per pochi: secondo quanto spiegato, infatti, la novità illustrata varrebbe esclusivamente per i nati tra il 1051 e il 1953, coinvolgendo pertanto solo coloro che prossimi alla pensione qualche anno fa si sono visti allungare l’età di uscita improvvisamente con l’entrata in vigore delle norme pensionistiche attuali. In sostanza, con la nuova Manovra 2017 potrebbe essere approvato un sistema di uscita prima ma valido esclusivamente per i lavoratori nati nel 1951, 1952, 1953, privilegiando, dunque, solo loro. Ma in cosa consisterebbe questo nuovo meccanismo?

Il nuovo sistema di uscita prima permetterebbe, come detto, ai nati nel 1951, ’52 e ’53 di andare in pensione tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, vale a dire a 63 anni, con decurtazioni, però, sull’assegno finale che andrebbero dal 4% al 12%, in base all’anno in cui si decide di lasciare prima il lavoro fino ai 63 anni fissati. Si tratterebbe di una decurtazione, però, che potrebbe variare in base al reddito percepito dal lavoro, e aumentare nel caso di redditi più elevati o diminuire nel caso di redditi bassi. Inoltre, la decurtazione sarebbe applicata sulla parte di pensione calcolata con sistema retributivo. Una volta deciso il prepensionamento, insieme alla decurtazione, si riceverebbe un anticipo sulla pensione finale che, secondo quanto detto, dovrebbe essere erogato dagli istituti di credito a cui il lavoratore dovrà restituirlo una volta maturata la normale pensione che verrà regolarmente erogata dall’Istituto di Previdenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il