BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 e APE Governo Renzi che pare giÓ eliminato da autoritÓ e pensionandi

Posizioni e divisioni su novitÓ pensioni tra sistemi noti e nuovo piano di uscita prima annunciato dal premier: dubbi e meccanismi pi¨ convenienti




Sin dal giorno della sua presentazione il nuovo sistema di uscita prima annunciato dal governo Renzi ha suscitato non pochi commenti negativi: si tratta infatti di una novità per le pensioni ancora discriminante secondo molti, considerando che si rivolge esclusivamente ad una platea ben circoscritta di persone, vale a dire i nati tra il 1951 e il 1953, e prevede penalizzazioni piuttosto elevate, comprese tra il 4% e il 12%, erogazione dell’anticipo sulla pensione finale da parte degli istituti di credito, cui l’anticipo sarà restituito dal lavoratore stesso una volta che inizierà a percepire il regolare assegno pensionistico erogato dall’Istituto di Previdenza alla maturazione dei requisiti pensionistici richiesti. La restituzione dell’anticipo avverrà con trattenute mensili sulla pensione finale ma di cui non è stata definita l’entità.

Dure le reazioni da parte di cittadini e pensionandi che parlano di ennesima fregatura da parte del governo, basta scorrere Faceboook per leggere 'Bisogna riformare una volta per tutte queste pensioni tenendo presente sia chi ha iniziato a lavorare prestissimo sia giovani che non riusciranno a lavorare per 40 anni', 'Basta,vogliamo i fatti. Questa legge infame ha fatto suicidare molti padri di famiglia rimasti disoccupati e senza pensione negata da voi, dopo aver lavorato per più di 40/41 anni, molti altri hanno perso il lavoro sono in precarie condizioni economiche, ora venite fuori con questo Ape, penalizzazioni per favorire ancora le banche, penalizzate solo il ceto debole, senza che voi (in riferimento chiaramente all’esecutivo) vi togliete nulla. Siamo stufi e stanchi dei vostri giochetti dittatoriali, penalizzatevi voi,toglietevi i vitalizi e le pensioni d'oro che non sono diritti acquisiti’, ‘E’ una vergogna che continua. Si continuano ad illudere le povere persone, mentre i politici continuano a giocare. Ci vogliono fatti concreti’, e sostengono siano molto più convenienti, a questo punto, sistemi come quota 100, quota 41 o semplice mini pensione, altri ancora continuano a sostenere il meccanismo di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, decisamente più basse. Il problema, tuttavia, è che nonostante impegni, sforzi e proposte, la realtà che sembra si possa fare davvero poco, se non nulla, sulle pensioni attualmente perché i soldi continuano a mancare e sarò sempre più difficile trovarli nel breve periodo, soprattutto alla luce delle ultime notizie sull’andamento della nostra economia stessa.

E anche eventuali esiti di successo per le trattative con la Comunità non basterebbero per cambiare definitivamente l’attuale legge con una soluzione universale per tutti, perché i fondi in più che verrebbero concessi sarebbero temporanei. Cosa si potrebbe, dunque, fare di concreto per novità per le pensioni? Del resto, il nuovo piano di uscita prima non convince né il ministro dell’Economia, che continua a ripetere come prima di lavorare su reali novità per le pensioni sia necessario garantire in ogni altro modo la sostenibilità finanziaria, continuando ad essere convinto del fatto che l’attuale legge pensioni seppur troppo rigida permette al nostro sistema previdenziale di continuare ad essere uno dei più solidi in Europa, né il presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, che non condivide assolutamente l’idea di un anticipo pensionistico ma che si augura che qualcosa di concreto sulle pensioni sia davvero in cantiere considerando che ormai da troppo l’esecutivo ne parla e non far nulla sarebbe davvero una delusione nonché grande perdita di credibilità.

Borghi della Lega ha già detto che l’uscita prima annunciata per il nati tra il 1951 e il 1953 è una nuova ‘fregatura’, perché l’attuale legge pensioni dovrebbe cambiare per tutti, senza ulteriori distinzioni, permettendo a qualsiasi lavoratore, indipendentemente da categoria, anno di nascita o altre condizioni, di andare in pensione prima e, se fosse possibile, anche senza penalizzazioni, perché è giusto che chi ha lavorato una vita intera possa godere dei frutti dei suoi sacrifici senza alcun limite. E per arrivare a questo obiettivo, secondo Borghi, bisognerebbe eguagliare tutti attraverso il calcolo dei contributi versati da ognuno nel corso della propria vita lavorativa. E’ li stesso principio che da tempo ribadisce anche Sacconi di Ncd, secondo cui fulcro delle novità delle pensioni sarebbe proprio la gestione della contribuzione da rivedere.

Così come il presidente del Comitato ristretto, anche esponenti del M5S non sono d’accordo con il meccanismo dell’anticipo pensionistico, preferendo, invece, un sistema di uscita prima che possa prevedere minime penalità e concentrandosi innanzitutto su coloro che hanno iniziato a lavorare fin da giovanissimi o che sono impegnati in lavori particolarmente faticosi, e per cui rilanciano la quota 41, con possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi ma senza alcun limite anagrafico.

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il