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Pensioni Ape tra tassi interessi, TFR vincolato garanzia, penalità, base calcolo, quota 41 assente nuovo metodo Governo Renzi

Palazzo Chigi vuole portare a casa l'introduzione della misura dell'Ape, ma non è di semplice applicazione.




Al lavoro sulla novità pensioni dell'Ape. A essere interessati dal piano saranno gli over 63 nati tra il 1951 e il 1953. Sarà previsto un criterio di selettività con la probabile creazione di tre maxi categorie: lavoratori prepensionabili per effetti di crisi aziendali; disoccupati anziani; dipendenti pubblici e privati che sceglieranno un'uscita volontaria.

Il punto chiave per capire la portata e l'impatto dell'Ape nel contesto delle novità pensioni è quello delle penalizzazioni che, sulla base dello schema predisposto dall'esecutivo, si applicheranno, di più sulla quota retributiva della pensione. In buona sostanza quella maturata sino al 31 dicembre 1995 per chi a quella data aveva meno di 18 anni di contributi e quella maturata al 31 dicembre 2011 per quanti avevano più di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. La misura della penalizzazione potrebbe essere proporzionale all'assegno: più è alto maggiore è la percentuale di penalizzazione. Più esattamente e in attesa di conferme, fino a tre volte l'importo della pensione minima (fino a 1.500 euro circa) potrebbe essere del 2-3% per oggi anno di anticipo.

Oltre tre volte l'importo della pensione minima (oltre 1.500 euro circa), la quota salirebbe tra il 5 e l'8% per oggi anno di anticipo. Nessun taglio diretto per la quota di pensione contributiva maturata dal primo gennaio 1996 per chi al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi e dal primo gennaio 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva più di 18 anni di contributi. Il tutto mentre si valutano un meccanismo di uscita per chi svolge attività particolarmente pesanti e faticose e un percorso variabile per la restituzione a rate della somma anticipata per accedere al trattamento previdenziale.

C'è poi un problema non di poco conto che va affrontato e risolto per capire la reale convenienza di questa misura. La quota di pensione contributiva verrà calcolata con il coefficiente di trasformazione corrispondente all'età di effettivo pensionamento con il risultato di una pensione più bassa o con il coefficiente corrispondente all'età di pensionamento ordinario? Nel caso si adotti la seconda soluzione la differenza tra i due importi potrebbe essere presa in prestito da banche e assicurazioni e restituita in un certo numero di anni dal pensionato. Banche e assicurazioni potrebbero anche anticipare la pensione al posti dell'erario, fino all'età di pensionamento ordinaria.

A rendere complicato questo meccanismo sono i sistemi di calcolo della pensione attualmente in vigore. Quello retributivo è un metodo che tiene conto della retribuzione percepita. In pratica la pensione viene calcolata considerando la media delle retribuzioni degli ultimi anni di attività. Il sistema di calcolo contributivo calcola l'assegno pensionistico sulla base dei contributi versati dal lavoratore nel corso degli anni di attività. La riforma Dini nel 1995 ha introdotto il sistema contributivo, la cui applicazione è stata estesa a tutti senza eccezione dalla riforma entrata in vigore nel 2011.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il