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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 e subito rivisitazione norma già in vigore per uscire prima

Nuove richieste all’esecutivo per permettere a tutti di lasciare prima il lavoro con ulteriori novità pensioni e sistemi ancora in ballo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:22): Nella giornata odierna vi potrebbe essere la risposta all'interrogazione della Gnecchi per ampliare ed estendere la norma attuale per andare in pensione prima a 64 anni come permette già di fare ad alcune persone. Attendiamo di avere le ultime notizie e ultimissime su una novità per le pensioni che, comunque, sarebbe un passo avanti che si potrebbe intraprendere da subito e senza dubbio un segnale positivo

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33) Nelle varie email e commenti che abbiamo ricevuto vi sono delle perplessità riguardo i militari e la possibilità descritta sopra di uscire prima. Ma non vi sono solo i militari. Ad esempio, vi sono i bancari che con le novità per le pensioni appena rinnovate per gli isituti di credito possono uscire anch'essi molto prima. Ed è una norma, come detto, da poco rivalidata come riportano le ultime notizie e ultimissime nonostante l'idea di base della maggioranza di eliminare i privilegi portata avanti dal Fondo di Indigenza e e non solo. E non solo per questo motivo si potrebbe ottenere il miglioramente di questa norma come chiede la Gnecchi e non solo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:45): E' giusto sottolineare che una prima richiesta del genere era già stata fatta, ma in precedenza era stata se non proprio respinta, rimandata come novità per le pensioni. Ora si ritorna a farla, con un cambio di clima e con ulteriori risorse trovate rispetto alle ultime notizie e ultimissime. E', comunque, difficile che si ottenga qualcosa anche se visto la situazione, ad esempio dei sondaggi, le sorprese e mosse a inaspettate anche relativamente più semplici potrebbero trovare più spazio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:42): Si attende una risposta all'interrogazione ufficiale fatta dal Comitato Ristretto per estendere la norma già in vigore di uscire prima a 64 anni a un gruppo maggiore di persone. Sarebbe una novità per le pensioni importante, che potrebbe essere ammessa anche solo da una norma attuativa se venissero confermati i fondi. Al momento, però, le ultime notizie e ultimissime non sono così positive, almeno stando ad alcune indiscrezioni.

Al centro delle discussioni previdenziali vi sono metodi di uscita prima che potrebbero certamente essere vantaggiosi, pur a fronte di penalizzazioni: si tratta di quelle novità per le pensioni che contemplano sistemi come quota 100, quota 41, mini pensione, come anche il nuovo sistema Ape reso noto dal premier la scorsa settimana ma che, come confermano tra l’altro le ultime notizie, varrebbe esclusivamente per determinate persone, vale a dire per i nati tra il 1951 e il 1953 che avrebbero l’opportunità di andare in pensione prima fino a 63 anni con penalità comprese tra il 4% e il 12%, ricevendo un anticipo di pensione da istituti di credito, cui verrebbe restituito dallo stesso lavoratore quando arriverà a percepire il normale assegno pensionistico che gli sarà erogato dall’Istituto di Previdenza. Resta da capire ancora di quanto saranno le decurtazioni che verranno applicate sulla pensione finale per restituire l’anticipo ricevuto e se saranno applicati interessi, senza considerare le questioni lasciate aperte sulla possibilità di usufruire di questa opportunità di uscita prima da parte di coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi o di coloro che sono impegnati in lavori faticosi.

Nell’attesa che l’esecutivo riesca finalmente a chiudere la partita pensioni approvando novità universali e definitive, oggi esistono già dei meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il prima il loro lavoro, ma si tratta di piani circoscritti a determinate categorie di lavoratori, non validi per tutti e che, come in tanti accusano, contribuiscono solo a creare diseguaglianze sociali. Rientrano in questa fascia di ‘fortunati’ le donne, che grazie alle norme contributive, possono andare in pensione a 57 anni per le statali e a 58 anni per le autonome purchè abbiano maturato 35 anni di contributi e accettino di calcolare la loro pensione finale esclusivamente con sistema contributivo percependo così una pensione ridotta fino al 30% rispetto a quella che avrebbero avuto con il più conveniente retributivo.

Ma non solo: anche i militari possono andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o avendo maturato 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica; così come gli invalidi non inferiori all'80% che possono lasciare il lavoro 60 anni e 7 mesi per gli uomini e a 55 anni e 7 mesi per le donne; i lavoratori del comparto dello spettacolo, il cui limite di età per lasciare il lavoro è di 64 anni e 7 mesi di età. Si può andare in pensione prima anche con il cumulo dei contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali, raggiungendo almeno 60 anni d’età per le donne e 65 anni per gli uomini o 40 anni di contribuzione; o la totalizzazione, che prevede lo stesso meccanismo di riunione dei contributi versati nelle diverse gestioni, con requisiti che, però, richiedono 40 anni e 3 mesi di contributi (più una finestra mobile di 21 mesi) senza limiti anagrafici o 65 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi. Tra le ultime novità già approvate anche la possibilità di uscita qualche anno prima rispetto ai 66 anni, circa tre, con part time e riduzione dell'orario di lavoro per il contestuale avvio del turn over.

Intanto, giovedì 12 maggio sarà presentata una interrogazione, portata avanti da Maria Luisa Gnecchi, per l'ennesima novità per le pensioni che andrebbe ad afiancare i piani di quota 100, quota 41, mini pensione e Ape. e cioè l'estensione a tutti della possibilità di uscita dal lavoro a 64 anni e sette mesi ora valida solo per i lavoratori del settore privato che abbiano maturato tali requisiti entro il 31 dicembre 2012. Resterebbero dunque fuori da tale meccanismo sia gli stessi lavoratori privati che, per esempio, entro la data indicata erano disoccupati, e che per andare in pensione dovrebbero adesso raggiungere l'attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, e gli impiegati del pubblico impiego. Al fine di cancellare questa ennesima discriminazione, è stata presentata un'interrogazione all'esecutivo per chiedere l'estensione di tale norma a tutti, permettendo dunque ad una platea ben più ampia di poter lasciare il lavoro due anni prima rispetto all’attuale limite imposto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il