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Pensioni APE prime conferme arrivano su miglioramenti che ci saranno e saranno su chi platea, funzionamento e calcolo

Tra gli aspetti da definire con maggiore attenzione c'è naturalmente l'ammontare della penalizzazione prevista con l'assegno Ape.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:30): Tanti i punti da chiarire sull'Ape, la novità per le pensioni che sembra o sembrava il nuovo punto di forza della maggioranza ma che in rraltà dalle ultime notizie e ultimissime sembra destinata ad un passo indietro.

Uno dei punti cardine dell'Ape, il nuovo assegno di sostegno al reddito in via di predisposizione da parte dell'esecutivo nell'ambito del progetto delle novità pensioni, prevede la differenziazione della somma anticipata sulla base dell'età anagrafica, del reddito e della situazione lavorativa. In buona sostanza, come appreso dalle ultime notizie e dalla conferme che stanno arrivando dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il piano prevede la concessione a chi è nato tra il 1951 e il 1953 dell'importo necessario per accedere al trattamento previdenziale, da restituire integralmente, in cambio di una penalizzazione variabile nell'assegno finale percepito. Il tetto massimo del disincentivo sarebbe stato individuato in base alla prima bozza di lavoro al 12%.

Ebbene, le tre categorie individuate sono quelle dei lavoratori prepensionabili per effetti di crisi aziendali, dei disoccupati anziani e dei dipendenti pubblici e privati che sceglieranno un'uscita volontaria. Come di recente argomentato dal responsabile italiano del welfare, è impensabile prevedere la stessa penalizzazione per tutti i lavoratori perché non sarebbe sostenibile dal punto di vista economico e né evidentemente da quello sociale. In ogni caso, meccanismo di calcolo a parte, ci sono anche diversi aspetti di base da chiarire, come quelli relativi alla previsione di un sistema simile per chi svolge attività prevalentemente pesanti e faticose e di un percorso per la restituzione a rate (senza interessi?) della somma anticipata per accedere al trattamento previdenziale.

Il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale è sostanzialmente su questa linea, ma non perde occasioni tutte le volte che interviene sulle novità pensioni, di ribadire come il costo delle scelte non debba ricadere sulle generazioni future. E poi propone di garantire con forme di assistenza quei lavoratori che hanno perso il proprio impiego in età avanzata. Misura da finanziare con la fiscalità generale. A suo dire, l'Istituto sta lavorando su progetti concreti, come dimostrato dall'introduzione delle buste arancioni e dalle recente proposta ai titolari di vitalizi elevati di convergere al trattamento che avrebbero avuto applicando le regole del sistema contributivo ai versamenti per i loro vitalizi.

La convergenza alla pensione ricalcolata viene ottenuta con le stesse modalità previste dal rapporto per i titolari di altre pensioni: immediata per chi ha vitalizi superiori ai 5.000 euro lordi al mese e graduale, per chi ha redditi pensionistici (la somma di vitalizi ed eventuali ulteriori trattamenti pensionistici) fra i 3.500 e i 5.000 euro al mese. Se le novità pensioni sono legate alla disponibilità economica, è il suo ragionamento, allora occorre intervenire su più fronti. Tuttavia su questo tema il commissario alla spending review ha già acceso il semaforo rosso. Non è previsto, ha argomentato, che l'anticipo dell'uscita rispetto all'età di vecchiaia al quale sta lavorando il governo sia finanziato con tagli alle pensioni più alte.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il