Mutui tasso variabile o tasso misto maggio 2016: quale migliore in prospettiva per prossimi anni rispetto tassi interesse

La scelta del mutuo migliore in questo mese di maggio 2016 è condizionata da molti fattori, a iniziare dalla situazione economica.

Mutui tasso variabile o tasso misto magg


Le alternative sono tre: mutuo a tasso fisso, a tasso variabile o da rinegoziare. Cosa conviene fare in questo mese di maggio 2016 alla luce dell’attuale situazione economica? I primi parametri da prendere in considerazione sono i tassi interbancari Euribor ed Eurirs: il primo viaggia intorno allo zero (l’Euribor 1 è addirittura sceso al di sotto di questa soglia) mentre i secondi sono nettamente al ribasso rispetto al passato. Ecco allora che non ci sono certezze e la situazione è molto incerta e difficilmente una soluzione riesce a essere più conveniente rispetto ad altre. Il contesto è poi condizionato dall’allentamento monetario della Banca centrale europea.

In questa fase i mutui a tasso fisso hanno prezzi molto bassi: l’offerta è molto vicina al 3%, di cui il 2% è legato allo spread. Per un obiettivo di lungo termine è un’opzione interessante. Il mutuo a tasso variabile costa intorno al 2% con spread intorno all’1%. La differenza di risparmio è notevole, ma nel lungo periodo le incertezze sono maggiori del risparmio immediato. Poi ci sono i dati incoraggianti dell’Abi sulla ripresa dei mutui delle famiglie per l’acquisto di case. Nello scorso anno le erogazioni di nuovi mutui sono state pari a 25,2 miliardi di euro ovvero +32,5% rispetto ai precedenti 12 mesi. I dati diffusi dall’Abi sono relativi a un campione composto da 84 banche, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato bancario italiano.

Quasi un mutuo su due nello scorso anno è stato oggetto di surroga ovvero del trasferimento da una banca a un’altra per usufruire di migliori condizioni. Se si tratta della prosecuzione di un andamento già ben conosciuto, a sorprendere è la crescita esponenziale delle rinegoziazioni: +35%. La conclusione sembra immediata: nonostante la crisi economica, il mercato immobiliare e i finanziamenti stanno attraversando una fase dinamica. In questo contesto è decisivo il cosiddetto Quantitative easing della Banca centrale europea. Si tratta di una misura di politica monetaria eccezionale, o non convenzionale, finalizzata a immettere liquidità nel sistema per rimettere in moto la crescita.

La Banca crea nuova moneta per comprare beni finanziari di un Paese, come per esempio i titoli di Stato. Questo processo ha l’obiettivo di aumentare direttamente la spesa del settore privato per rilanciare, appunto, l’economia e riportare l’inflazione al target previsto dalla stessa Banca centrale europea, che nell’Eurozona è vicino al 2%. Un programma di Quantitative easing rischia di creare bolle e di distorcere il mercato perché il nuovo denaro creato dalla Banca centrale interferisce sugli andamenti del mercato, sia per quanto riguarda il rendimento dei titoli di Stato, sia per i valori azionari.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il