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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni Ape, quota 41 e i cambi di Ministeri e ruoli nel Governo Renzi

Importanti nomine del presidente del Consiglio che, in maniera diretta o indiretta, avranno ripercussioni sulle novità pensioni.




In pochi giorni il premier sta ricomponendo i tasselli dell'esecutivo e procedendo a nomine importanti che, in maniera diretta o indiretta, avranno ripercussioni sul percorso delle novità pensioni. Carlo Calenda torna al Ministero per lo Sviluppo Economico dopo soli due mesi passati a Bruxelles come rappresentante italiano presso l'Unione europea. E in questo contesto è chiaro come sia importante acquistare autorevolezza a Bruxelles. Sono infatti aperte le partite della concessione dello sforamento dei vincoli di stabilità e del bonus migranti, da cui dipendono gli investimenti italiani nelle riforme, tra cui gli interventi sulle novità pensioni.

L'altra mossa del premier è stata quella di puntare su un diplomatico, placando così le critiche di chi aveva malvisto un politico occupare uno dei posti europei più delicati. Il nuovo rappresentante italiano presso l'Unione europea è Maurizio Massari, diplomatico di lungo corso. La rapidità con cui il presidente del Consiglio ha ricomposto il mosaico è il segnale è la spia di quanto il quadro si stesse complicando. Quanto alla scelta su Calenda, che proprio ieri si è insediato al Ministero per lo Sviluppo Economico, questa nasce dalla stima del premier per "un grande esperto di sviluppo" e di internazionalizzazione delle imprese. E per bilanciare la perdita di un altro ministro donna, il premier ha deciso di dare a Maria Elena Boschi anche la delega sulle pari opportunità, oltre che alle adozioni internazionali.

Tra la questioni aperte che il nuovo ministro Calenda dovrà affrontare e rispetto alla quale sono previste misure (la destinazione del Trattamento di fine rapporto) anche nell'ambito delle novità pensioni, il ddl concorrenza, ancora all'esame della commissione Industria del Senato dove è approdato lo scorso ottobre. Il testo era stato adottato dal Consiglio dei ministri nel febbraio 2015. Ci si può attendere anche un lavoro di revisione complessiva del sistema degli incentivi alle imprese. L'idea potrebbe essere quella di concentrare le risorse sulle misure più significative eliminando quelle che non innescano investimenti realmente addizionali.

A proposito di Trattamento di fine rapporto, che potrebbe essere quindi oggetto di un cambiamento in tempi più o meno ristretti, corrisponde al 6,91% della retribuzione lorda dei lavoratori dipendenti privati (quelli pubblici a partire dal 1° gennaio 2001). A partire dal 2007 il Tfr è devoluto dal lavoratore al fondo pensione di categoria, o a un aperto o Pip da lui indicato, a meno che non comunichi parere contrario alla propria azienda. In questo caso la quota periodica di Tfr viene devoluta all'Istituto nazionale della previdenza sociale, se il lavoratore è occupato in un'azienda con almeno 50 dipendenti, oppure resta alla stessa azienda se questa ha fino a 49 dipendenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il