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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni Ape, quota 41 ancora dettagli Governo Renzi per chi, da quando, come funziona

Nuove indicazioni dal premier sul sistema di uscita prima basato sulla mini pensione e con istituti di credito: primi chiarimenti attesi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:07): Altro punto che sembra avere delle importanti aperture è che la platea si potrebbe allargare con questa novità per le pensioni basata sulle mini pensioni per chi ha fatto lavori particolarmente gravosi durante la propria carriere. Il problema è stabilire i criteri e su questo se ne stanno occupando i tecnici creando una sorta di tabella delle occupazioni come riferiscono le ultime notizie e ultimissime cercando di eliminare i privilegi anche attuali di diverse categorie. E' comunque una delle attività più complesse su cui decidere sempre secondo le ultime notizie e ultimessime indiscrezioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:44): Uno dei punti, invece, da chiarire ancora è quello sul Tfr, ovvero se dovrà essere dato come garanzia parziale o totale e quindi congelato fino alla restituzione per le novità delle pensioni che al momento sembra essere per il Governo Renzi la più percorribile ovvero la mini pensioni APE. E su quetso punto le ulime notizie e ultimissime non convergono. Alcune parlano di un blocco del TFR, altre , invece, di un fondo assicurativo statale che interverrà in caso di morte prima dell'estinzione di tutte le rate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:30):  Tra i tanti punti controversi di questa novità per le pensioni vi è senza dubbio il fatto della platea dei beneficiari che ne può usufruire. Al momento come detto i quota 41 sarebbero esclusi, ma secondo alcune ultime notizie e ultimissime che si erano diffuse vi era stata una estensione della platea ai nati nel 1954-1955-1956. Al momento, però, questa novità è stata smentita spiegando come ogni anno in base ai fondi disponibili saranno indicate le fasce di età di coloro che ne potranno beneficiare. E ovviamente da qui nascono anche le giuste polemicheper quanto riguara i diversi punti deboli di questa novità per le pensioni nel senso che se è limitata per il possimo anno ai nati nel 1951-1952-1953 significa chee al massimo i pensionandi sono coloro che devono attendere circa un anno e mezzo e non quelli che al momento la pensione la devono attendere ancora per 4-5 anni. 

Erano attese in questi giorni o al massimo per la prossima settimana ed ecco che, ancora una volta a sorpresa, il premier Renzi inizia a rilasciare nuove indicazioni su novità per le pensioni e sul meccanismo di uscita prima basato sulla mini pensione. Sarà inserito nella nuova Manovra 2017, prevederà penalizzazioni, come già anticipato, modulate sulla base dei redditi dei singoli lavoratori e comprese tra l'1 e il 3% annui con possibilità che arrivino anche al 4%, non saranno previsti interessi sulla restituzione dell'anticipo ricevuto: queste le ultimissime notizie spiegate dal premier sul nuovo sistema di prepensionamento sulla mini pensione e che si arricchisce di ulteriori dettagli. Si tratta dunque di un piano per andare in pensione prima, destinato alle persone che appartengono alla fascia di età già detta, vale a dire i nati tra il 1951 e il 1953, che sarebbero coloro che raggiungono i 63 anni e possono dunque andare in pensione fino a tre anni prima rispetto all'attuale soglia di età di uscita fissata a 66 anni e sette mesi.

Tuttavia, si tratta di una fascia di persone che cambierà ogni anno, per permettere sempre agli over 63 di lasciare prima il lavoro. E se l'età pensionabile salirà ancora a 67 anni, allora si potrebbe rivedere questo meccanismo di Ape, permettendo l'uscita magari anche 4 anni prima, stabilendo dunque i 63 anni come soglia di prepensionamento. Come già spiegato la scorsa settimana, anche ieri sera, ospite di Porta a Porta su Rai Uno, il premier Renzi ha precisato che l'uscita prima sarebbe finanziata da un anticipo che verrebbe erogato dagli istituti di credito e che sarebbe restituito poi dai lavoratori stessi una volta maturata la normale pensione che sarà regolarmente erogata dall'Istituto di Previdenza.

Restano le decurtazioni, dunque, che verranno applicate sugli assegni finali ma che sono ancora da definire e che dovrebbero essere calcolate in modo cauto per cercare di non gravare sull’entità dell’assegno finale, in modo cioè da non renderlo troppo esiguo e mantenere la convenienza del piano di uscita prima. Resta ancora da capire come saranno inquadrati in questo meccanismo coloro che svolgono lavori faticosi o che hanno iniziato a lavorare prestissimo, per cui una quota 41 (uscita con 41 anni senza limite di età anagrafica) non è stata prevista. Di certo, però, c'è che non sarà applicato alcun interesse a carico del lavoratore alla somma da restituire, ma sarà lo Stato ad accollarsene.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il