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Pensioni ultime notizie Ape mini pensioni, quota 100, quota 41 Governo Renzi tra interessi, calcolo, TFR, precoci, usuranti

Nuovi dettagli sulle intenzioni di Palazzo Chigi sulle definizione di misure per il rilancio delle novità pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:07): Diversi sono i punti che nonostante i chiarimenti delle ultime notizie e ultimissime rimangono sospese per quanto le novità delle mini pensioni APE, ma anche per quota 41 e quota 100 con diversi solleciti da parte della stessa maggioranza, coalizione e dalle forze sociali. Uno dei punti pèiù importanti è sicuramente l'estensione della platea a beneficio di quota 41, precoci e usuranti, ma è anche la novità per la pensione più difficile al momento nonostante secondo indiscrezioni i tecnici ci stanno lavorando.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Nonostante i chiarimenti arrivati sulle novità per le pensioni, in modo particolare sui meccanimi per il nuovo sistema basato sulle mini pensioni APE, rimangono diversi chiarimenti che il Governo Renzi deve dare o che deve, comunque, decidere ancora per diversi livelli e ambiti come riferiscono le ultime notizie e ultimissime sun un tema che è sempre più centrale come indicano tutte le ultime novità riguardanti.

Continuano ad arrivare conferme sui lavoro in corso sulle novità pensioni. Le ultime notizie riferiscono di come il responsabile dell'Istituto nazionale e della previdenza sociale sia impegnano stappa a spalla con i tecnici dei ministeri competenti per mettere a punto misure che contemplino lo scarso budget messo a disposizione da Palazzo Chigi e le legittime istanza di cambiamento avanzate dalla società. In merito all'Ape ovvero l'assegno pensionistico che l'esecutivo è disposto a riconoscere per favorire l'uscita un po' prima rispetto ai requisiti adesso in vigore, ma in cambio di una penalità economica nell'assegno da percepire ogni mesi, la principale indicazione da segnalare è il progressivo allargamento della platea dei beneficiari.

In pratica, se nella prima stesura potranno approfittare di questa via d'uscita solo coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, in seguito saranno coinvolti anche i lavoratori nati negli anni successivi così da rendere sostanzialmente strutturale questo provvedimento. Lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato come queste mini pensioni non saranno uguali per tutti e che, età a parte, la variabile decisiva nella definizione delle penalizzazioni da applicare sarà rappresentata anche dal reddito percepito dai lavoratori. Le sue parole sono chiare: "Non possiamo dire via il 3% per tutti. Non possiamo fare un’operazione uguale per tutti, alla stessa maniera, perché c’è chi lavora e chi è in disoccupazione".

Restano però da definire tutti gli altri dettagli di questa misura che rientra nel contesto più ampio del progetto sulle novità pensioni. In questo contesto si segnalano i recenti dubbi espressi dal sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, secondo cui le mini pensioni mal si coniugano con un sistema di penalizzazioni. Dal punto di vista economico, è il ragioamento, questa configurazione rappresenta un freno al cambiamento.

Altra partita aperta dalla quale sono attesi interessanti cambiamenti è quella dei fondi pensioni e dell'uso e della destinazione del Trattamento di fine rapporto. Il piano di Palazzo Chigi è chiaro: rafforzare la previdenza integrativa alla luce delle troppe incertezze lavorative. Precarietà e flessibilità non sono amiche delle pensioni. L'obiettivo è riuscire a garantire una copertura pensionistica adeguata ai giovani. Tra le misure allo studio la riduzione di 3-4 punti dell'aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi pensione e l'incremento della deducibilità dei versamenti. Almeno una parte del Trattamento di fine rapporto potrebbe essere destinata obbligatoriamente alla pensione integrativa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il