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Imu e Tasi 2016: regole, chi deve pagare prima casa ancora, seconda casa, affitto, terreni e calcolo. Differenze Imu 2016 e Tasi

Cosa cambia quest’anno per i pagamenti di Imu e Tasi, regole da seguire e cosa sapere di nuovo per gli immobili su cui si paga




E’ stata cancellata quest’anno la Tasi su prime case e pertinenze e per gli inquilini di case in affitto, è stata cancellata l’Imu per imbullonati e tutti i terreni agricoli, indipendentemente dal Comune dove si trovano; esenti dall’Imu anche gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari; sono  stati previsti sconti sia di Imu che di Tasi nei casi di una seconda casa in affitto a canone concordato, con regolare registrazione del contratto, o in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado che sono del 75% nel primo caso e del 50% nel secondo; e per quest’anno non dovrebbero essere modificate le aliquote di pagamento deliberate da ogni singolo Comune lo scorso anno.

Dovrebbero, però, per effetto di quanto stabilito dalla scorsa Manovra, ma diversi Comuni stanno già modificando quanto già deciso l’anno scorso. Tutti gli altri immobili non citati finora continueranno regolarmente a versare le imposte sulla casa, da seconde case e relative pertinenze, a uffici, negozi, fabbricati destinati dall'impresa costruttrice alla vendita fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati e i fabbricati rurali ad uso strumentale. Il calcolo, sia si Imu che di Tasi, parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%, quindi moltiplicato il risultato per il coefficiente dell’immobile per cui si paga e al risultato ottenuto dovranno essere applicate le aliquote deliberate dal proprio Comune di residenza.

Consultando le singole delibere sui siti istituzionali dei propri Comuni, si potrà verificare se sono state decise anche eventuali detrazioni. Per quanto riguarda i coefficienti degli immobili da considerare nel calcolo sono: 160 per prime case e pertinenze, 140 per immobili di uso collettivo, categoria B, e per laboratori artigianali, stabilimenti balneari, categoria C/3, C/4, C/5, 80 per uffici, banche e studi, 55 per negozi (C1), 135 per terreni agricoli e non, e 75 per terreni agricoli di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Sono, inoltre, cambiati quelli dei fabbricati appartenenti al gruppo catastale D, cioè gli immobili non iscritti al catasto e posseduti nell’esercizio d’impresa come capannoni, centrali idroelettriche, impianti fotovoltaici e centri commerciali. Per quest’anno 2016, infatti, il coefficiente per gli immobili iscritti nel gruppo D è di 1,01. Una volta effettuato il calcolo, bisognerà pagare la prima rata di acconto entro il prossimo 16 giugno, attraverso bollettino precompilato o con modello F24.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il