BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 i fondi non ci sono seppur per le unioni civili si trovano

Sono sempre più urgenti novità per le pensioni di uscita prima ma ancora prioritari altri provvedimenti ed ora tocca alle Unioni Civili: effetti e conseguenze




Prima le risorse per la riforma del Lavoro, poi è arrivata quella della Scuola, seguita dall’annuncio del decreto messo a punto per l’erogazione del bonus di 500 ai 18enni da investire in cultura, e quindi le risorse economiche che sarebbero state trovare per il piano di riduzione delle tasse, con l’anticipo del taglio Ires e Irpef e il possibile congelamento dell’Iva per i prossimi tre anni. La domanda a questo punto nasce spontanea: perché i fondi di volta in volta disponibili vengono investiti sempre in altri provvedimenti che l’esecutivo continua a ritenere prioritario nonostante sia sempre più chiara la necessità e l’urgenza di intervenire con novità per le pensioni come quota 100, quota 41, mini pensioni, anche e soprattutto perché collegate al lavoro e capaci di rilanciare quella occupazione giovanile che continua ad essere bassissima?

La risposta è difficile da trovare, si potrebbe cioè ipotizzare che riuscendo la legge pensioni, l’unica, a garantire sostenibilità finanziaria, si ha il timore di toccarla e così, esclusivamente per effetto della volontà politica, ogni risorsa viene impiegata per altro e le ultime notizie sulle unioni civili, con tutte le questioni che vi sono legate, comprese le pensioni di reversibilità, lo confermano. E’ un dato di fatto questo e non fa altro che rappresentare l’ennesimo provvedimento che continua a creare privilegi e diseguaglianze per un sistema che, al contrario, dovrebbe essere rivisto proprio per diventare più giusto ed equo, anche perché il problema pensioni sussiste già per le coppie eterosessuali.

Del resto non è tardato ad arrivare l'allarme sulle pensioni di reversibilità, considerando che il nuovo provvedimento sulle Unioni civili  garantisce la prestazione alle coppie omosessuali ma non alle convivenze eterosessuali, cioè alle coppie di fatto unite ma non legate ufficialmente in matrimonio. E questo rappresenta certamente una discriminazione. Oggi, infatti, hanno diritto alla pensione di reversibilità solo le coppie unite in matrimonio, per cui la misura non vale per le coppie conviventi o le coppie eterosessuali che hanno sottoscritto un unione civile. Se ora, per l’approvazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, viene riconosciuta la pensione di reversibilità agli omosessuali è giusto che venga riconosciuta anche alle eterosessuali unite non legalmente nel vincolo del matrimonio ma con l’unione civile.

Chiaramente il provvedimento sulle unioni civili ha un determinato impatto sui conti pubblici che, allargato a comprendere le coppie eterosessuali, salirebbe ancora. Secondo il Ministero dell’Economia, i costi stimati, solo però in relazione alle previste coppie omosessuali, sarebbero di 3,7 milioni per il 2016 che diventerebbero ben 22,7 milioni nel 2025. Considerando, però, che tali stime si riferiscono soltanto alle pensioni di reversibilità per le coppie omosessuali, i costi aumenterebbero se il provvedimento fosse esteso anche alle coppie eterosessuale, questione che certamente prima o poi verrà posta, perché inizieranno ad arrivare certamente lamentele, critiche e polemiche per la diversità di trattamento previsto per le coppie di fatto.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il