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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, bonus 80-100 euro, quota 41 scelte reali Governo Renzi in Manovra

Le possibili novità per le pensioni che saranno inserite nella prossima Manovra, piani e sistemi ancora però da definire chiaramente




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:07):  Comprendere quello che farà il Governo Renzi per le novità per le pensioni ma non solo nella Manovra non è semplice. A quanto pare sarà concesso nel bilancio quello richiesto, almeno parzialmente, ma si parla di 5-7 miliardi che potrebbero non essere disponibili e che sarebbe necessario coprire per non far scattare un aumento dell'iva o di altre clausole. E per questo si ritorna a parlare di una serie di novità per le tiplogie di pensioni, agevolazioni e detrazioni o di nuovo di revisione della spesa. Ma probabile che si faccia entrambi. Il vero problema è che il primo punto sarebbe dovuto servire per il rilancio delle novità per le pensioni che vi dovrebbe anche essere, ma se fosse solo limitato al sistema delle mini pensioni così come presentato non sarebbe sufficiente

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:05): Tante sono le attese per cosa farà il Governo Renzi nella prossima manovra e proprio a breve ci sarà una risposta sull'extra deficit che permetterà di capire cosa si potrà fare non solo per le novità per le pensioni, ma su tutti i temi dopo le tante conferme e smentite delle ultime notizie e ultimissime. E con l'avvicinarsi delle elezioni, tante saranno anche le novità per le pensioni e non solo per conquistare la fiducia e il voto dei cittadini.

Come ogni anno, arriva qualche mese prima dell'estate vera e propria e si inizia a parlare delle misure che potrebbero essere inserite nella Manovra di fine anno: le ultime notizie si concentrano soprattutto sulle possibili novità per le pensioni che potrebbero rientrarci, soprattutto all'indomani delle ultime dichiarazioni del premier. Mentre negli ultimi mesi il dibattito pensionistico è stato incentrato soprattutto su piani di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione, ma anche assegno universale, senza dimenticare la questione delle ricongiunzioni onerose che sarebbero assolutamente da cancellare, oggi l’attenzione è puntata sul possibile nuovo bonus di 100 euro da erogare ai pensionati che percepiscono gli assegni più bassi ma anche a quegli statali che finora hanno percepito il bonus di 80 euro, quindi per loro la misura si tradurrebbe in un aumento mensile di 20 euro.

Questa è una delle novità che dovrebbe rientrare nella Manovra 2017 e che dovrebbe essere affiancata dal nuovo sistema di prepensionamento basato sulla mini pensione e di cui si parla da due settimane circa. Si tratta della possibilità, al momento valida per i nati tra il 1951 e il 1953, di andare in pensione fino a tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, con decurtazioni comprese tra l’1 e il 3% annui e che potrebbero arrivare al 4% per coloro che percepiscono redditi più elevati, giacchè il principio sarebbe quello di modulare le penalità in base al reddito del lavoratore perché non si possono applicare le stesse penalizzazioni a tutti, e anticipo della pensione finale erogato dagli istituti di credito.

Una volta maturata la normale pensione, che sarà erogata come sempre dall’Istituto di Previdenza, l’anticipo ricevuto sarà restituito dal lavoratore all’istituto di credito attraverso trattenute mensili, non saranno applicati interessi ma non sono state ancora chiarite le entità di tali decurtazioni. Questo sistema però dovrebbe variare ogni anno, cioè ogni anno dovrebbe allargarsi a comprendere gli over 63 che possono andare in pensione prima. Resta al momento esclusa da questo piano la quota 41, inizialmente ipotizzata, che interesserebbe coloro che o hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi o coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi e che al momento sembrano esclusi dal nuovo piano.

A fronte di questo nuovo piano con mini pensione, c’è chi ritiene che sia molto più vantaggioso il sistema di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% annui fino ad un massimo dell’8% per chi decide di uscire quattro anni prima rispetto al limite attuale dei 66. In tal caso, infatti, si sarebbe soggetti sì a decurtazioni ma senza ulteriori trattenute poi sull’assegno finale che andrebbero ad aggiungersi alla penalizzazione già applicata. Nulla di nuovo dovrebbe invece arrivare sulla quota 100. Ci si chiede, dunque, quale sarà la vera novità per le pensioni che sarà inserita nella nuova Manovra 2017? E come si lavorerà, con decreto attuativo, che permetterebbe l’entrata in vigore subito, tra gennaio e febbraio prossimi, o al massimo marzo, o legge delega che, invece, sposterebbe tutto ancora tra due anni con la certezza dell’impegno dell’esecutivo a chiudere finalmente la questione pensioni una volta per tutti e in tempi relativamente sicuri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il