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Pensioni ultime notizie su quota 100, quota 41, mini pensioni da Di Maio, Sacconi, Boeri, Padoan, Poletti

Le ultime e importanti affermazioni di Padoan, Sacconi, Poletti, Di Maio, Boeri sulle recenti novità per le pensioni: quali sono le reali prospettive di cambiamento




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:46):  Di altro avviso sembra essere Padoan che dopo una serie di aperture per le novità per le pensioni è nelle ultime notizie e ultimissime parso molto cauto seppur aprendo anche a chi ha fatto occupazione particolarmente faticosi. Ma sembra secondo indiscrezioni che sia molto infastidito da queste continue voci su cose da fare o in fase addirittura avanzata sulle novità per le pensioni e non solo, quando nulla è stato ancora stabilito perchè nulla si può fare senza una risposta della Comunità.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:45): Tra le diverse novità per le pensioni ha spiazzato un pò l'affermazione di Poletti che, dopo essere sempre stato molto attento e parco, ha detto con convinzione nelle ultime notizie e ultimissime riportate che molto probabilmente ci saranno delle detrazioni fiscali per le pensioni più basse insieme alle altre novità per le pensioni basate sul meccanismo delle mini pensioni. Se così fosse confermerebbe entrambi i punti già detti dal Presidente del Consiglio su cui, soprattutto il primo, dopo una serie di polemiche nessuno era più tornato.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Tante e davvero per tutti i "gusti" le novità per le pensioni illustrate nelle ultime notizie e ultimissime da praticamente tutti gli esponenti e autorità che di volta in volta se ne occupano ma anche dai diversi leader delle varie forze proprio perchè il tema è sempre più caldo. Vedremo di approfondire queste affermazioni e man mano di aggiungerne altre che praticamente di sicuro arriveranno.

Nel corso della prossima settimana probabilmente, come hanno anticipato le ultime notizie, si saprà se la Comunità concedere l’extra deficit al nostro Paese, concessione che, secondo il ministro dell’Economia Padoan, l’Italia merita per l’impegno finora profuso nel percorso di ricrescita ma soprattutto per aver sempre fatto ciò che la stessa Comunità ha indicato, e se non dovesse concederlo e decidere di proseguire sulla strada dell’austerità, si avrebbero solo conseguenze negative sulla crescita economica, perché innanzitutto il rapporto tra debito e Pil non migliorerebbe e non si creerebbero nemmeno quelle ulteriori possibilità di rilancio dell’occupazione giovanile, e quindi di produttività e competitività. Secondo il ministro dell’Economi,a infatti, continuare a seguire la strada della rigidità non aprirebbe nuovi sblocchi e nuove opportunità e questo stallo non farebbe altro che peggiorare la situazione attuale.

La concessione del’extra deficit potrebbe portare anche a possibili interventi per l’attuazione di novità per le pensioni, anche se non si sa quanti dei soldi che verrebbero concessi all’Italia potranno poi effettivamente essere impiegati per modifiche pensionistiche. Di certo c’è, che bisognerebbe pensare a sistemi non strutturali e definitivi, perché i fondi che eventualmente verrebbero concessi sarebbero temporanei, per cui si potrebbe tornare a parlare di quei metodi sperimentali di uscita prima che erano stati ipotizzati sul finire dello scorso anno. Se l’intento di Padoan è quello di ottenere l’extra deficit per sostenere una nuova crescita, anche se poi è da sempre contrario a novità per le pensioni, decisamente diversa e lontana è la posizione di Maurizio Sacconi sulle questioni previdenziali del momento.

La sua attenzione, infatti, è tutta puntata sull’effetto che l’approvazione delle Unioni civili avrà sui conti pubblici e soprattutto in relazione alle erogazioni delle pensioni ai coniugi superstiti o ai figli eredi. Con l’approvazione delle Unioni civili, infatti, sono state riconosciute tali prestazioni alle coppie dello stesso sesso che si uniscono, e questo avrebbe già un impatto milionario sui conti pubblici. Il problema è che dal riconoscimento di questo diritto, chiaramente, si aprirebbe un’altra questione, vale a dire quella di una discriminazione dei confronti delle coppie di fatto eterosessuali. Le pensioni alle vedove, infatti, vengono riconosciute esclusivamente se due coniugi sono unici dal sacro vincolo del matrimonio ma nel caso di convivenze pur riconosciute da unioni civili no. Ora, dunque, avendole concesse alle coppie omosessuali, per evitare diseguaglianze sociali devono essere estese alle coppie eterosessuali non sposate e questo chiaramente comporterebbe un aggravio sui costi che potrebbe avere importanti conseguenze sulla tenuta dei conti previdenziali.

Indicazioni precise sono invece arrivare in settimana dal ministro del Lavoro Poletti sul nuovo piano di uscita prima con mini pensione e, dopo aver precisato che per l’uscita prima dei nati tra il 1951 e il 1953, sarebbero previste penalizzazioni tra il 4 e il 12%, ha spiegando che si tratta di penalità che, però, devono ancora essere ben definite perché modulate in base al reddito percepito dal lavoratore, per il resto, però, ritiene che si tratti di una novità pensione che potrebbe effettivamente essere applicata. Il vicepresidente della Camera Di Maio, criticando le nuove uscite prima con mini pensione, punta, insieme alla sempre ribadita necessità di introduzione dell’assegno universale, alla cancellazione dei vitalizi d'oro, provvedimento che permetterebbe, allo stesso tempo, di cancellare le differenze sociali e ristabilire equità ma anche di recuperare risorse economiche importanti che potrebbero essere investire per l’attuazione di novità per le pensioni per tutti.

E sulla stessa scia, per quanto riguarda la questione dei vitalizi d’oro, si colloca anche il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri: dopo essere rimasto per un po’ in silenzio sulla questione, Boeri è tornato in questi ultimissimi giorni a ribadire la necessità di una revisione dell’erogazione dei vitalizi d’oro ai politici che non dovrebbero essere totalmente aboliti, ma ricalcolati sulla base dei reali contributi versati, seguendo, dunque, lo stesso criterio di calcolo delle normali pensioni, con il positivo effetto di ricavare da questo ricalcolo, seconde le stime dell’Istituto, circa 760 milioni di euro l’anno, cifra decisamente considerevole se considerata nell’ottica di un risparmio per un reimpiego in interventi per welfare e pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il