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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 con tutto quello non detto Governo Renzi presentazione piano

Le ultime indicazioni fornite su possibili novità pensioni da approvare e cosa ancora potrebbe cambiare: tempi e piani di lavoro del governo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30):  A questo punto dopo la presentazione del progetto che, ricordiamo, potrebbero essere due uno dedicato esclusivamente alle noviutà per le pensioni e l'altro con novità per le pensioni ma all'interno di un contesto più ampio del Fondo Indigenza dovrebbe partire un iter che arriverebbe fino all'anno prossimo con l'entrata in vigore delle prime norme ma alcune delle ultime notizie e ultimissime negano questa possibilità ritardandola o considerandola anche prima come vedremo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:12): Una conferma da altre fonti che dovrebbe essere a breve entro i prossimi 15 giorni presentato il piano per le novità per le pensioni da solo o con quello del Fondo Indigenza è stata data anche da importanti esponenti di alcune forze sociali che hanno spiegato nelle ultime notizie e ultimissime che il Governo Renzi li dovrebbe convocare entro proprio 15 giorni per iniziare il confronto sulle novità per pensioni. I tempi, dunque, finalmente sembrano coincidere.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): Sono stati gli ultimi giorni come sempre molto intensi sulle novità per le pensioni che rimangono come non mai al centro dell'attenzione. E così vi è stata, dopo le tante polemiche, una serie di ulteriori precisazioni sulle novità per le pensioni basate sul meccanismo delle mini pensioni che al momento sembra il più concreto e si è parlato di chi, come funziona e da quando pur non avendo detto ancora tutto. E a questo punto ci si attende come già comunicato e e vedremo una presentazione confermata anche da ulteriori fonti

Si lavora per la definizione del nuovo piano del Governo per l’attuazione di novità per le pensioni e nell’attesa di una soluzione universale e definitiva vengono pian piano rivelati dettagli delle intenzioni di lavoro dell’esecutivo. Mentre il presidente dell’Istituto di Previdenza, come riportano le ultime notizie, ha effettivamente confermato che insieme ai tecnici e ai Ministeri si sta lavorando per cercare di definire le migliori novità sia da un punto di vista di uscita prima che di sostenibilità economica, il presidente del Consiglio ha fornito proprio qualche sera fa ulteriori indicazioni sul nuovo sistema di uscita prima basato sulla mini pensione. Ha confermato che saranno interessati i nati tra il 1951 e il 1953, ma che ogni anno potrebbero variare coinvolgendo gli over 63, che potranno andare in pensione prima a fronte di penalizzazioni che dovrebbero essere comprese tra l’1% e il 3% annui, in base alla condizione economica del singolo lavoratore, e che potrebbero arrivare anche al 4%.

In sostanza, chi è più in difficoltà economica, o è anche disoccupato per esempio, sarà soggetto a penalizzazioni dell’1%, quelle al 3% sarebbero quelle regolari per chi vive in condizioni diciamo normali, mentre quelle al 4% varrebbero per tutti coloro che vogliono andare in pensione prima ma percepiscono redditi elevati. L’anticipo sulla pensione finale per uscire prima sarà erogato loro dagli istituti di credito cui dovrà essere restituita la somma percepita tramite decurtazioni sull’assegno finale che sarà erogato dall’Istituto di Previdenza, come regola vuole. Non sarà applicato alcun interesse sulla somma ricevuta e restano da definire le entità delle decurtazioni che saranno applicate alla pensione finale ma anche come potrebbero rientrare in questo sistema coloro che sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale e chi svolge attività faticose, per cui è stata invece già proposta, e ripetutamente ribadita, la quota 41, con possibilità di uscita senza limiti di età anagrafica a patto però di maturare 41 anni di contributi.

Una ulteriore conferma del fatto che l'esecutivo sia seriamente intenzionato a mettere sul tavolo realmente novità per le pensioni è arrivata dai sindacati che hanno dichiarato che entro la fine di questo mese di maggio saranno convocate le parti sociali proprio per discutere di novità per le pensioni. Del resto, lo stesso presidente del Consiglio si è detto già pronto a farlo. In occasione dell'incontro con le parti sociali, insieme ai meccanismo di uscita prima che dovrebbero partire dal nuovo sistema basato sulla mini pensione, per arrivare alle richieste delle forze sociali di uscita a 62 anni di età con 35 di contributi e penalizzazioni del 2% annue, certamente sarà sul tavolo la discussione sulla quota 41 che, come confermano le ultime notizie ma anche le testimonianze degli interessati, sembra sempre più urgente.

Troppe le persone che hanno iniziato a lavorare prestissimo, sui 14, 15 anni, che ancora sono costrette a lavorare pur avendo già raggiunto o in alcuni casi superato i 41 anni di contributi, troppo anche coloro che svolgono lavori pesanti e sono impossibilitati a maturare i requisiti oggi richiesti. E' per queste categorie di lavoratori, che sono stati fortemente colpiti dall'entrata in vigore della attuali norme previdenziali, che bisogna lavorare seriamente.

Accanto alla presentazione delle novità per le pensioni per l’uscita prima e le ulteriori indicazioni ancora attese sui dettagli del nuovo piano con mini pensione per gli over 63, il governo si muove anche su un altro binario, un secondo piano di lavoro che si concentra su quel Fondo Indigenza che dovrebbe contenere per lo più provvedimenti negativi, a partire da tagli e revisioni delle agevolazioni fiscali nonché peggioramenti per le erogazioni di alcune tipologie di pensioni che servirebbero però per ridare equità sociale, recuperare nuovi fondi che potrebbero essere successivamente investiti in novità pensioni positive per tutti e rimettere in equilibrio il sistema previdenziale.

Sono, tuttavia, ancora incerti i tempi: in realtà si sa che l’iter di approvazione ed entrata in vigore  del Fondo Indigenza dovrebbe concludersi tra due anni, proprio in vista delle prossime elezioni politiche, ma, come da dichiarazioni fatte, avendo anticipato, se i piani andranno poi effettivamente come detto, le novità per le pensioni alla Manovra 2017 e che potrebbero dunque entrare in vigore già il prossimo gennaio, o febbraio, probabilmente si dovrebbero anticipare i tempo anche del Fondo Indigenza, per capirne di più sulle risorse che ne deriverebbero, o, magari, inserire le novità pensioni nella Manovra 2017 ma lavorandoci con una legge delega che anche in questo caso rimanderebbe tutto tra due anni, e quindi in concomitanza con il termine dell’iter del Fondo Indigenza arriverebbero anche novità per le pensioni. In tal senso, restano ancora chiarimenti da fornire.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il