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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 le variazioni già confermate nell'attesa ufficialità piano

Mancano ancora ulteriori dettagli delle novità pensioni la vaglio dell’esecutivo mentre continuano a trapelare informazioni ma non ancora ufficiali




Il responsabile dell’Istituto di Previdenza ha confermato che si sta lavorando in stretta sinergia tra i Dicasteri e i tecnici e lo si sta facendo concretamente: non si tratta, infatti, secondo le ultime notizie, soltanto di ipotesi, anche se quanto è trapelato finora è piuttosto generico e mancano ancora i dettagli che, si spera, potrebbero arrivare entro la prossima settimana. Si attende, dunque, l’ufficialità del piano dell’esecutivo per novità per le pensioni. Era stato detto che anche in questi giorni qualche chiarimento o informazione in più sarebbe potuta arrivare ma invece nulla è arrivato per cui tutto è stato ancora rimandato. Ma la conferma che si sta effettivamente lavorando sul serio su novità per le pensioni sono arrivate dallo stesso responsabile del Dicastero dell’Occupazione che ha chiaramente detto, come riportano le ultime notizie, come saranno portati avanti i lavori per la realizzazione del nuovo sistema Ape basato sulla mini pensione con una revisione, però, delle penalizzazioni.

In sostanza, dovrebbe essere confermato quell’annuncio del premier della scorsa settimana secondo cui le penalità previste, oscillanti tra il 4 e il 12% varierebbero poi in base al reddito del lavoratore, più alte cioè per chi percepisce di più e più basse per chi ha un reddito minore, perché non è chiaramente possibile eguagliarle a causa delle differenze di reddito percepito dai lavoratori italiani. Le penalità potrebbero, dunque, essere ipoteticamente azzerate per i disoccupati che hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali; essere del 2-3% per ogni anno di anticipo per i lavoratori con redditi fino a 1.500 euro; ed essere superiori al 3% per chi percepisce redditi superiori a 1500 euro al mese.

Resta da capire come, e se in questo piano di cambiamento possano rientrare anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e soluzioni, come la quota 41, per coloro che sono impegnati in lavori faticosi o hanno iniziato a lavorare prestissimo. Per il sottosegretario all’Economia, poi, non possono convivere penalità e decurtazioni sugli assegni finali per la restituzione dell’anticipo percepito dal lavoratore che avesse deciso di andare in pensione prima, per cui bisognerebbe decidere se applicare le penalizzazioni o applicare trattenute alla pensione finale, altrimenti il sistema impoverirebbe e basta senza rivelarsi poi così vantaggioso per coloro che decidono di uscire prima.

C’è da considerare la questione del Tfr che potrebbe non essere più obbligatorio ma al massimo semi obbligatorio in alcuni anche se non è ancora chiaro come verrà affrontato questo punto. Passando poi alla platea dei beneficiari, si sa che, secondo quanto detto, il nuovo sistema dell’Ape varrà per il nati tra il 1951 e il 1953 ma ogni anno potrebbero cambiare coloro che possono beneficiare di questo meccanismo e si pensa anche di estenderne la platea, considerando che la fascia di lavoratori interessati al momento è la stessa che al massimo nel 2017 raggiungerebbe i normali requisiti di uscita dal lavoro, per cui bisognerebbe coinvolgere nel piano anche coloro che invece la normale pensione dovrebbero raggiungerla tra più tempo, in modo da renderlo più vantaggioso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il