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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 al via l'iter forse tra Governo Renzi e forze sociali.Il grande assente

Primo incontro in programma tra governo e forze sociale e ci si chiede quali effetti avrà sulle novità per le pensioni: prospettive




Il responsabile dell’Occupazione, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si prepara ad incontrare il prossimo 24 maggio le forze sociali per avviare un primo confronto sul tema delle novità per le pensioni. Grande assente all’incontro sarà il presidente dell’Istituto di Previdenza che, però, a quanto pare, ormai da tempo, sta lavorando per la reale definizione di un piano di lavoro sulle stesse pensioni proprio con il governo. La conferma dell’incontro tra governo e forze sociali è arrivata da un annuncio dello stesso responsabile del Dicastero dell’Economia, che ha chiaramente spiegato, come testimoniano le ultime notizie, che si parlerà di pensioni e lavoro, ma noi siamo stati tra i primi a parlare di questo possibile incontro, da cui ci aspetteremmo che si sappia qualcosa di più dettagliato del progetto di lavoro del governo o dei due piani o che vengano spiegati i dettagli che mancano sul nuovo  meccanismo di prepensionamento basato sulla mini pensione.

I due piani, come già detto, riguardano, infatti, Fondi Indigenza e possibilità novità per le pensioni ad esso collegate e sistema di uscita prima con mini pensione. Questa novità annunciata qualche settimana fa dallo stesso premier, prevede la possibilità di uscita fino a tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, accettando penalizzazioni tra l'1 e il 3% l'anno, che potrebbero arrivare al 4%, penalità più o meno basse dipenderanno, infatti, dal reddito percepito dal lavoratore, poiché, secondo quanto già spiegato, sarebbe impossibile eguagliare le penalità per tutti. Potranno usufruire di questa possibilità di uscita prima i nati tra il 1951 e il 1953, con possibilità di modifica delle fasce nei prossimi anni, in modo da coinvolgere sempre gli over 63, che riceverebbero un anticipo per andare in pensione erogato dagli istituti di credito.

Una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti, i lavoratori dovranno restituire l’anticipo percepito agli istituti di credito attraverso piccole trattenute mensili sulla pensione finale che riceveranno regolarmente dall’Istituto di Previdenza. E qui iniziano i dubbi da chiarire, vale a dire di che entità sarebbero tali trattenute, se esiste già un accordo con gli istituti di credito per un loro coinvolgimento nell’erogazione dell’anticipo per l’uscita prima, come funzionerebbe il progetto di coinvolgere di anno in anno gli over 63, e se saranno previsti interessi e se sì a carico di chi, se del lavoratore stesso o dello Stato. La speranza è che il primo incontro con le forze sociali sia un inizio di cambiamento reale e non una mossa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, da comunali di giugno a referendum costituzionale di ottobre, ed è per questo che parliamo di probabilità.

Bisognerà dunque, forse, definire o i dettagli del nuovo piano basato sulla mini pensione o cercare un compromesso con il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% annui, fino ad un massimo dell’8%, senza alcun anticipo da restituire, che in tanti definiscono molto più conveniente. Resta da capire quali saranno le soluzioni per coloro che sono stati ribattezzati quota 41, vale a dire lavoratori che svolgono attività impegnative e faticose, e coloro che sono entrati prestissimo nel mondo del lavoro, per cui la quota 41 significherebbe possibilità di pensione per tutti con 41 anni di contributi e senza necessità di raggiungere alcun limite anagrafico, con richiesta di cancellazione delle penalità inizialmente previste per questo sistema.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il