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Pensioni ultime notizie su quota 100, quota 41, mini pensioni da Fusaro, Gnecchi, Padoan, Cassano

Come stanno cambiando gli scenari di approvazione di eventuali novità per le pensioni e posizioni di Cassano, Fusaro, Gnecchi, Padoan




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:03): Mentre si cerca di vedere con ottimismo le aperture per le novità per le pensioni che sono state fatte nelle ultime notizie e ultimissime, arrivano a contrastare questa positivià alcune affermazioni ufficiali come quelle di Cassano che abbiamo visto sotto e alcune riprese dalle indiscrezioni del Ministro dell'Economia che fanno capire come il percorso per delle novità per le pensioni effettive, profonde e concrete sia ancora lungo 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:47): Questa volta abbiamo raccolta una serie di affermazioni riguardanti le novità per le pensioni sia da esponenti politici che si occupano prettamente del tema che da studiosi dei sistemi attuali che cercano di capire la realtà e le dinamiche che vi potrebbero essere anche in base alle tante ultime notizie e ultimissime che continuano ad arrivare.

Dopo tanto discutere e dibattiti intensi quali potrebbero essere le novità per le pensioni da aspettarci davvero nei prossimi mesi o anche più in là? La domanda è particolarmente interessante e tutti se la pongono, da lavoratori, a pensionandi e pensionati, sostenuti da forze politiche e sociali che continuano a rilanciare sulla necessità di attuare concrete novità per le pensioni. In merito alle ultime notizie circolate, tra richieste di quota 100, quota 41, mini pensione e interrogazioni presentate, il sottosegretario Massimo Cassano ha spiegato che la possibilità di uscita a 64 anni e 7 mesi vale solo per lavoratori e lavoratrici che entro il 28 dicembre 2011 svolgevano attività dipendente e ne sono esclusi coloro che hanno perso il posto di lavoro.

La precisazione di Cassazione arriva in risposta all’interrogazione di Maria Luisa Gnecchi che ha chiesto di estendere a tutti il piano di uscita dal lavoro a 64 anni e sette mesi che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2012, anche ai privati che entro la data indicata erano disoccupati e ai lavoratori del pubblico impiego. La sua attenzione si è anche concentrata, e lo è tutt’ora, sulla questione delle ricongiunzioni onerose da cancellare e sulla quota 41, che sarebbe particolarmente vantaggiosa per coloro che svolgono lavori pesanti o che hanno iniziato a lavorare prestissimo, consentendo a tutti di andare in pensione prima con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica.

Diego Fusaro, studioso di filosofia e storia, politica contemporanea, teme che l'effetto dell'approvazione delle unioni civili possa essere tragico per le pensioni, soprattutto per l'erogazione di quelle alle vedove e ai superstiti. Con l'approvazione dei tale provvedimento, infatti, si estende il diritto dell'erogazione della pensione ai superstiti anche alle coppie omosessuali, cosa che non è di fatto riconosciuta alle unioni eterosessuali che non siano regolate dal matrimonio. Prevedendo che tale differenza prima o poi verrà fuori e l'estensione a tutti di questo diritto sarebbe troppo oneroso per lo Stato, è possibile immaginare che non avendo abbastanza coperture a disposizione, le pensioni ai superstiti verranno del tutto cancellate.

E mentre da una parte c’è chi teme la possibile eliminazione delle pensioni ai superstiti, dall’altra c’è chi, come il ministro dell’Economia, puntualizza alcuni dati forniti sul nuovo sistema di uscita prima basato sulla mini pensione annunciato due settimane fa dal premier e che sembra non abbia riscosso particolare approvazione, precisando che i conti forniti sui suoi eventuali costi non sarebbero proprio quelli stimati ma servirebbe qualcosina in più. Secondo quanto previsto, sarebbero a carico dei lavoratori che decidono di andare in pensione prima, e cioè i nati tra il 1951 e il 1953, penalizzazioni comprese tra l’1 e il 3% annui con possibilità che si arrivi anche al 4%, che sarebbero modulate in base al reddito del lavoratore, quindi più basse per chi percepisce bassi assegni mensili, con il coinvolgimento di imprese e istituti di crediti nell’erogazione dell’anticipo che servirebbe per l’uscita prima.

Ma si tratta di un meccanismo che al ministro dell’Economia e ai tecnici del Tesoro, in generale, non piace e che temono che un tale cambiamento possa non piacere a Bruxelles, da sempre contraria a novità per le pensioni in Italia, ma che bisogna in un certo senso accontentare almeno fino a quando le sue valutazioni nei confronti del nostro Paese non saranno chiare e positive. Manca effettivamente poco e si saprà se finalmente vorrà ufficialmente concedere al nostro Paese l’extra deficit o meno, ma se la risposta fosse positiva, allora sì, si aprirebbero diversi spiragli importanti per la possibile attuazione di concrete novità per le pensioni entro l’anno, con la prossima Manovra 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il