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Imu e Tasi 2016: nuove regole per seconda casa, affitto. Esempi e calcolo. Chi deve pagare ancora prima casa, regole

Per chi valgono ancora per questo 2016 le regole di pagamento di sempre di Imu e Tasi e novità esenzioni: come fare calcolo




Proprietari di prime case di lusso e pregio, seconde case e pertinenze, case in affitto, negozi, uffici e altri immobili commerciali continueranno anche quest’anno a pagare Imu e Tasi regolarmente. Come stabilito dalla Manovra 2016, le novità riguardano la Tasi su prime case e pertinenze, che è stata abolita, e l’Imu su imbullonati e terreni agricoli, cancellata anch’essa, nonché le aliquote che dovrebbero essere bloccate a quelle deliberate nel 2015 anche se in alcuni casi non è proprio così visto che diversi comuni stanno provvedendo a modificarle. L’unica eccezione sarebbe il possibile aumento ancora dello 0,8 per mille della Tasi. Con questo aumento, tuttavia, la somma di Imu e Tasi non può superare l’11,4 per mille.  

Quest’anno nulla cambia su tempi di pagamento, e la prima rata di acconto è in programma il 16 giugno mentre il pagamento del saldo è fissata il prossimo 16 dicembre, e anche le modalità di pagamento restano le stesse, giacchè sia Imu che Tasi si continueranno a pagare con bollettino, che sarà disponibile in parte già precompilato, e modello F24. Per effettuare il calcolo di Imu e Tasi, si parte dalla rivalutazione del 5% della rendita catastale del’immobile per cui si pagano le imposte, al risultato ottenuto dovrà essere moltiplicato il coefficiente tipico di ogni immobile e quindi moltiplicare per il risultato le aliquote deliberate da ogni singolo Comune, sottraendo eventuali detrazioni se decise sempre dal proprio Comune di residenza.

La cifra ottenuta sarà quanto bisognerà pagare il prossimo 16 giugno. Per quanto riguarda i coefficienti degli immobili da conoscere necessari per il corretto calcolo sia di Imu che di Tasi sono: 160 per prime case e pertinenze, 140 per immobili di uso collettivo, categoria B, e per laboratori artigianali, stabilimenti balneari, categoria C/3, C/4, C/5, 80 per uffici, banche e studi, 1,01 per immobili appartenenti alla categoria D, 55 per negozi (C1), 135 per terreni agricoli e non, e 75 per terreni agricoli di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali.

Ai risultati ottenuti, in base agli immobili considerati, e nel caso di seconde abitazioni date in affitto a canone concordato o in comodato d’uso ai figli, bisogna applicare uno sconto del 50% (che non vale per gli immobili di lusso) per chi dà la casa in comodato d’uso gratuito a figli e parenti di primo grado, purchè vi risiedano considerandola abitazione principale e il contratto di comodato sia stato registrato regolarmente, e uno sconto del 75% sugli immobili che sono stati affittati a canone concordato. Inoltre, se fino allo scorso anno, per quanto riguarda le seconde case in affitto, la Tasi veniva pagata sia da proprietario che da inquilino in base ad una determinata percentuale sempre decisa dal proprio Comune, da quest’anno a pagare la Tasi sulle case in affitto è tenuto esclusivamente il proprietario e l’inquilino non dovrà più occuparsi di alcun versamento della tassa sui servizi indivisibili comunali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il